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Ricerche Sulle Corporazioni Professionali in Italia dal Secolo V all'XI


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Ristampa da Rendiconti della R. Acc. Naz. dei Lincei, Roma, 1936 (1939)
pp. 47, Roma
data stampa: 2010
codice isbn: 8082

"Il mondo romano, specialmente negli ultimi due secoli dell'impero occidentale ci presenta una complicata organizzazione economico-amministrativa di professioni e mestieri fondata su collegia di varia indole. Alcuni di questi collegia erano liberi, intendendosi però questa libertà non in senso assoluto, ma relativo, perchè dalla lex Iulia, colla quale Augusto sottopose ad autorizzazione ed a sorveglianza i collegia, nessuno di questi poteva sorgere senza concessione, che avveniva fino al secolo III da parte del Senato, nelle provincie senatorie, e nelle altre da parte dell'imperatore, quando fosse certa l'utilità che ne derivava all'economia pubblica. Più tardi tali poteri sono concentrati nell'imperatore. Che questo controllo fosse eseguito nel modo più rigoroso lo sappiamo da varie fonti. Cosi Aurelio Vittore ci narra della cura data da Traiano all'annona di Roma e del fatto che egli, per meglio garantirne la regolarità, costituì e diede regolare autorizzazione (firmare o confirmare è il termine tecnico adoperato per questo) al collegium pistorum. Così d'altra parte in una lettera di Plinio, vediamo lo stesso Traiano negare la costituzione d'un collegio di fabbri a Nicomedia per il timore che vi s'introducessero persone estranee e che si volgesse l'associazione a diversi fini."

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