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“... cosa vedrei se andassi fin alla punta del cono d’ombra della terra? Immaginarsi laggiù, a migliaia di miglia dalla terra, nello spazio interplanetario, voltarsi indietro e guardare la terra coprire il sole ... vedere con la mente.
... Scienza e arte riguardano la continua riorganizzazione del nostro spazio concettuale, ciò che chiamiamo significato.
L’arte non è nell’oggetto artistico e ancor meno in qualche misterioso mondo spirituale. È nella complessità del nostro cervello, nella caleidoscopica rete delle relazioni analogiche con cui i nostri neuroni reagiscono all’oggetto e tessono ciò che noi chiamiamo significato. Siamo coinvolti, perché questo ci porta un poco fuori dal nostro sonnambulismo abituale, fa ripartire la gioia di vedere qualcosa di nuovo nel mondo. È la stessa gioia che ci dà la scienza”.
(Carlo Rovelli, Buchi bianchi. Dentro l’orizzonte).
La luce è protagonista delle opere di Maurizio Mochetti. Gli aforismi qui presentati si ispirano ai suoi lavori che giocano con l’apparire e scomparire di qualsiasi forma in cui sono il tempo e lo spazio ad esserne annullati. Maya è un viaggio attraverso il loro gioco illusorio. La luce è solo esteriore o ci appartiene come principio? Filo conduttore dell’autrice sono la lingua sanscrita, lingua sacra per i vedanta e il buddhismo, e l’indeterminatezza della realtà dei quanta. Arte e scienza sono forse la scommessa per l’evoluzione del genere umano?
Gabriella Dalesio ha insegnato Estetica all’Accademia di Belle arti di Venezia. È autrice di saggi sul confronto tra filosofia occidentale ed orientale. È studente del Maestro Dzogchen Namkhai Norbu dal 1998.
Critico d’arte e pubblicista ha curato diverse mostre e convegni.
Sue pubblicazioni: Metafore del denaro, saggio sull’opera di George Simmel, (Laterza Editore 2021), Guerres invisibles - La fin du réel. Art et empire l’Orient à l’Occident (L’Harmattan 2014, Pironti 2011) e Shozo Shimamoto Between East and West, Life, the Substance of Art (Ed. Morra 2014)
La luce è protagonista delle opere di Maurizio Mochetti. Gli aforismi qui presentati si ispirano ai suoi lavori che giocano con l’apparire e scomparire di qualsiasi forma in cui sono il tempo e lo spazio ad esserne annullati. Maya è un viaggio attraverso il loro gioco illusorio. La luce è solo esteriore o ci appartiene come principio? Filo conduttore dell’autrice sono la lingua sanscrita, lingua sacra per i vedanta e il buddhismo, e l’indeterminatezza della realtà dei quanta. Arte e scienza sono forse la scommessa per l’evoluzione del genere umano?
Gabriella Dalesio ha insegnato Estetica all’Accademia di Belle arti di Venezia. È autrice di saggi sul confronto tra filosofia occidentale ed orientale. È studente del Maestro Dzogchen Namkhai Norbu dal 1998.
Critico d’arte e pubblicista ha curato diverse mostre e convegni.
Sue pubblicazioni: Metafore del denaro, saggio sull’opera di George Simmel, (Laterza Editore 2021), Guerres invisibles - La fin du réel. Art et empire l’Orient à l’Occident (L’Harmattan 2014, Pironti 2011) e Shozo Shimamoto Between East and West, Life, the Substance of Art (Ed. Morra 2014)