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Parafrasi della «Repubblica» nella Traduzione Latina di Elia Del Medigo


Olschki
€ 32,00
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a cura di Annalisa Coviello e Paolo Edoardo Fornaciari
pp. xxvi-136, Firenze
data stampa: 1992
codice isbn: 978882223979

La parafrasi della Repubblica di Platone è il solo commento ad un testo platonico che Averroè ci abbia lasciato. Esso è, inoltre, inserito nel programma e nello schema di approccio al «corpus aristotelicum»: sostituisce infatti, come Averroè stesso ci dice, il progettato commento alla Politica di Aristotele, non eseguito solo a causa della indisponibilità del testo: «Prima pars huius artis (scil. operativa) ponitur in libro qui nuncupatur Nicomachia Aristotelis, secunda autem in suo libro de Politica et in isto libro Platonis quem intendimus declarare. Liber enim Aristotelis de Politica nondum pervenit ad nos». La cosa non è senza conseguenze sul modo con cui Averroè affronta il testo di Platone. Proprio all'inizio, infatti, egli afferma: «Intentio in hoc sermone est declarare illud quod continent sermones attributi Platoni in sua Politica ex sermonibus scientificis ac dimittere sermones famosos et probabiles in ipsa positos», e tale programma viene mantenuto poiché nella Expositio Averroè non prende in alcun modo in considerazione i libri I, II e X del testo platonico: «Sermo ... primus huius libri continet sermones probabiles tantum et non est in ipso demonstratio nisi per accidens, et similiter principium secundi, et ideo non declaravi aliquid de eo», ed ancora: «Illud autem quod includitur in decimo ... non est necessarium in ista scientia». Si può ragionevolmente pensare che la pietra di paragone, il «sermo scientificus» e la «demonstratio» opposti al «sermo rhetoricus vel probabilis», agli «apologi» e alle «narrationes», sia nelle intenzioni di Averroè di matrice tutta aristotelica (anche se Aristotele proprio nella Politica sconosciuta al suo commentatore era ricorso più agli esempi che alle dimostrazioni). In questo quadro di riferimento si collocano i non pochi passi della Expositio in cui l'Etica Nicomachea si affianca alla Repubblica o addirittura la sostituisce. Un solo esempio, ma particolarmente significativo: la trattazione del Bene di Repubblica 503a- 511e è del tutto assente nel commento di Averroè; essa è sostituita da una lunga ed articolata discussione sul fine proprio dell'uomo che ha come punti di partenza i capp. 5 e 13 del primo libro dell'Etica Nicomachea. Quello che la traduzione latina chiama Expositio o anche Abbreviatio è con tutta probabilità un «jawami», cioè una parafrasi o «Commento Piccolo». Essa è databile tra il 1177, data del «Commento Medio» all'Etica Nicomachea, ed il 1182, data del «Grande Commento» al De Anima. Di essa, l'originale in lingua araba non è a tutt'oggi conosciuto; ci è pervenuta invece la traduzione in lingua ebraica di Semu'el ben Yehudah di Marsiglia, vissuto nella prima metà del XIV secolo.

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