«L'Egitto non è un paese, è un fiume: è il Nilo. È stato, il Nilo, l'unica, grande, immensa arteria che vivificava l'Egitto dei faraoni, ed è il Nilo che si appresta a vitalizzare, con la ciclopica diga di Assuan, l'Egitto di Nasser. Più di un fiume, è il tronco intorno al quale è fiorita tutta una splendida, millenaria civiltà.
Logico, quindi, che Cesare Brandi, insigne studioso di Storia dell'arte, abbia ripercorso il fiume piu bello del mondo, da Luqsor ad Assuan, ad Abu Simbel, per ritrovare le vestigia di quella civiltà, prima che le acque fangose del Nilo, chiuse dalla diga, tutto sommergano.
Il suo racconto, però, non è una fredda relazione tecnico-artistica; anzi, il merito maggiore di questo libro è l'averci restituito gli splendidi monumenti della civiltà egizia, le piramidi, la Sfinge, la Valle dei Re, i fantastici templi di Ramsete II e di Isis, opere immani che fin da ragazzi avevamo imparato a guardare come entità irreali fuori di ogni dimensione concepibile in termini umani, inquadrandoli nella loro prospettiva storica, nella civiltà di cui furono il non casuale prodotto: «umanizzandoli» insomma. Personaggi antichi e moderni si susseguono in queste vivaci pagine, condite dal fresco humour e dalla profonda cultura dell'Autore.
Verde, il Nilo, io non l'ho mai visto, perché questo fatto accade in un solo mese dell'anno, nel giugno, quando arriva il fiotto del Nilo azzurro, e per l'appunto allora diventa verde invece che azzurro, o di un verde che è passato nelle tavolozze dei pittori e nella gamma dei vestiti delle signore. Ma quel verde, appena più intenso della giada e appena meno lattiginoso del verde della penicillina, non è il verde di questo titolo, perché nessun verde è cosi smagliante come quello che accompagna, nella stretta vallata da una parte e dall'altra, il Nilo, il fiume più bello del mondo. È allora il verde, e non l'azzurro del cielo e delle acque, che si lega nel ricordo al Nilo, e fa si che non c'è verde nordico che possa stare a paragone di quello che tappezza le due sponde dell'Egitto. In quanto al Nilo, visto da vicino, non è né verde né azzurro, è un fiume di fango, e solo perché il cielo è celeste diviene anch'esso celeste. Cosi il paese è, dall'esterno, bellissimo, verdeggiante e luminoso: sembra ricco, tanto è opulenta la terra. Invece è povero, non s'immagina quanto.
- -5%
«L'Egitto non è un paese, è un fiume: è il Nilo. È stato, il Nilo, l'unica, grande, immensa arteria che vivificava l'Egitto dei faraoni, ed è il Nilo che si appresta a vitalizzare, con la ciclopica diga di Assuan, l'Egitto di Nasser. Più di un fiume, è il tronco intorno al quale è fiorita tutta una splendida, millenaria civiltà.
Logico, quindi, che Cesare Brandi, insigne studioso di Storia dell'arte, abbia ripercorso il fiume piu bello del mondo, da Luqsor ad Assuan, ad Abu Simbel, per ritrovare le vestigia di quella civiltà, prima che le acque fangose del Nilo, chiuse dalla diga, tutto sommergano.
Il suo racconto, però, non è una fredda relazione tecnico-artistica
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Leonardo da Vinci Editrice
- Autore
- Brandi Cesare
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 900000002018