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Venezia in Coturno

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Aracne
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E se Lodovico Dolce, «operaio della letteratura» (Dionisotti), «scrittore spiccio e approssimativo» (ancora Dionisotti), «coglione» (come usava chiamarlo in privato, poco elegantemente, Santorre Debenedetti), fosse il più grande poeta tragico del Cinquecento italiano? Questa è la provocazione che il libro propone. Beninteso, non si intende revocare in dubbio la funzione detenuta, a diverso titolo, da Trissino, Rucellai, Alamanni, Giraldi, Speroni, Aretino, Tasso, Groto, Torelli, ma aggiornare alcune coordinate critiche inerenti al corpus coturnato del letterato veneziano: quali sono le sue vere fonti antiche e moderne? Quali le sue strategie costruttive? Quale il grado di originalità della sua invenzione? Lodovico Dolce

Descrizione

E se Lodovico Dolce, «operaio della letteratura» (Dionisotti), «scrittore spiccio e approssimativo» (ancora Dionisotti), «coglione» (come usava chiamarlo in privato, poco elegantemente, Santorre Debenedetti), fosse il più grande poeta tragico del Cinquecento italiano? Questa è la provocazione che il libro propone. Beninteso, non si intende revocare in dubbio la funzione detenuta, a diverso titolo, da Trissino, Rucellai, Alamanni, Giraldi, Speroni, Aretino, Tasso, Groto, Torelli, ma aggiornare alcune coordinate critiche inerenti al corpus coturnato del letterato veneziano: quali sono le sue vere fonti antiche e moderne? Quali le sue strategie costruttive? Quale il grado di originalità della sua invenzione? Lodovico Dolce è stato non solo un decisivo mediatore di forme e strutture tragiche classicistiche all’interno del Manierismo, ma anche un autonomo poeta tragico, in grado di elaborare una equilibrata, decorosa e significativa proposta di teatro serio.

Stefano Giazzon (Neuchâtel, 1975) si è laureato in Letteratura latina ed ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Scienze filologiche, linguistiche e letterarie presso l’Università di Padova. Si è occupato della tradizione moderna delle tragedie di Seneca e specialmente della tragedia italiana del Cinquecento. Ha studiato la questione della traduzione letteraria in Italia dal Cinquecento (Castelvetro) al Settecento e si è specificamente occupato del lessico delle passioni aggressive nei Punica di Silio Italico. Ha curato l’edizione del Tieste di Lodovico Dolce (RES, 2010).

Dettagli del prodotto

Editore
Aracne
Autore
Giazzon Stefano
ISBN
978885484464

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