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Trovatori nel Veneto e a Venezia (I)

Trovatori nel Veneto e a Venezia (I)

Antenore
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La diffusione della poesia trobadorica in Italia nell'ultimo quarto del XII secolo, e nel Veneto a partire dai primi decenni del Duecento, costituisce un fenomeno cruciale per due motivi fondamentali. Da una parte, il seme della poesia dei trovatori attecchi presto nel Nord della Penisola, dando origine alla tradizione lirica italiana. Della lingua d' oc si servirono alcuni tra i primi poeti dell'Italia settentrionale, e i trovatori offrirono anche spunto d'imitazione alle prime prove liriche in volgare italiano. Dall'altra, essa favori la compilazione della maggior parte dei canzonieri provenzati, cioè dei manoscritti antologici che ci conservano i testi poetici dei trovatori: l'andirivieni di poeti e cantori tra le terre occitane, la "Lombardia" e la Marca veronese e trevigiana

Descrizione

La diffusione della poesia trobadorica in Italia nell'ultimo quarto del XII secolo, e nel Veneto a partire dai primi decenni del Duecento, costituisce un fenomeno cruciale per due motivi fondamentali. Da una parte, il seme della poesia dei trovatori attecchi presto nel Nord della Penisola, dando origine alla tradizione lirica italiana. Della lingua d' oc si servirono alcuni tra i primi poeti dell'Italia settentrionale, e i trovatori offrirono anche spunto d'imitazione alle prime prove liriche in volgare italiano. Dall'altra, essa favori la compilazione della maggior parte dei canzonieri provenzati, cioè dei manoscritti antologici che ci conservano i testi poetici dei trovatori: l'andirivieni di poeti e cantori tra le terre occitane, la "Lombardia" e la Marca veronese e trevigiana, la diaspora seguita alla Crociata albigese, e piti in generale la decadenza delle corti del Mezzogiorno francese, comportò anche un viaggio dei testi, che offrirono ai letterati e amanti di poesia italiani la possibilità di studiare e praticare poesia in volgare; in un secondo momento, l'Italia del Nord e il Veneto in particolare ricambiarono l'omaggio, contribuendo - con un ritorno dei testi - a soddisfare, nel Trecento occitano, il bisogno di conservare un patrimonio letterario autoctono di alto valore, che rischiava di andare perduto. Secondo una tesi suggestiva e importante, anche il decisivo influsso che i trovatori esercitarono sui poeti della Scuola Siciliana sarebbe dovuto in gran parte alla conoscenza della loro poesia che Federico II di Svevia e la sua cerchia di intellettuali e di funzionari avrebbero potuto avere durante i soggiorni della corte imperiale nell'Italia del Nord. Episodio culturale e letterario decisivo, tuttavia non solo mal conosciuto fuori del ristretto ambito della provenzalistica, ma per molti aspetti ancora da indagare da parte degli stessi specialisti, nonostante i significativi progressi già compiuti, particolarmente negli ultimi decenni.

Dettagli del prodotto

Editore
Antenore
Autore
Disponibilità
1 Libro
ISBN
978888455623

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