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Vairāgya-śhatakam di Bhartṛhari

Vairāgya-śhatakam di Bhartṛhari

Infinito Edizioni
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Shiva, luce di conoscenza, vince, dimorando nel cuore degli yoghi che è simile a un tempio, colpendo la notte senza fine dell'ignoranza, apparendo alla fine di circostanze favorevoli, bruciando, come per gioco, il desiderio fremente come una farfalla, brillando coi raggi guizzanti della luna, simili a boccioli, posti a ornamento della sua fronte.
Ho percorso luoghi resi inaccessibili da vari ostacoli e non ho ottenuto nessun guadagno. Abbandonato l'orgoglio conveniente alla nascita e alla condizione sociale, ho servito i ricchi, come le cornacchie mi sono nutrito in casa d'altri, privo di orgoglio e in attesa di guadagno. Oh! desiderio che suggerisci azioni malvagie e non sei ancora soddisfatto! Ho scavato la superficie della terra, ho fuso i metalli delle rocce, ho attr

Descrizione

Shiva, luce di conoscenza, vince, dimorando nel cuore degli yoghi che è simile a un tempio, colpendo la notte senza fine dell'ignoranza, apparendo alla fine di circostanze favorevoli, bruciando, come per gioco, il desiderio fremente come una farfalla, brillando coi raggi guizzanti della luna, simili a boccioli, posti a ornamento della sua fronte.
Ho percorso luoghi resi inaccessibili da vari ostacoli e non ho ottenuto nessun guadagno. Abbandonato l'orgoglio conveniente alla nascita e alla condizione sociale, ho servito i ricchi, come le cornacchie mi sono nutrito in casa d'altri, privo di orgoglio e in attesa di guadagno. Oh! desiderio che suggerisci azioni malvagie e non sei ancora soddisfatto! Ho scavato la superficie della terra, ho fuso i metalli delle rocce, ho attraversato l'oceano, ho ossequiato diligentemente i re, ho trascorso notti al cimitero colla mente dedita ai mantra e all'adorazione ma non ho ottenuto neppure una conchiglia bucata. Oh! Desiderio possa tu essere soddisfatto! Abbiamo in qualche modo dovuto sopportare discussioni meschine a causa di questa attività servite presso i malvagi, frenando le lacrime, presi in giro da menti vuote, facendo l'anjali a gente istupidita dall'inattività per le troppe ricchezze. E tu, desiderio la cui brama rimane inSaziata, per quale altra follia mi fai danzare?
Sono queste le prime quattro strofe dei cento versi della rinuncia di Bhartṛhari, il Vairāgya-śhatakam, opera molto famosa in India, quasi sconosciuta in Italia. La sua composizione si fa risalire tra il I e il VII settimo secolo dopo Cristo. Il testo si compone di trecento strofe, la prima delle centurie riguarda la vita, la seconda tratta dell'amore, la terza parla dell'ascetismo e della rinuncia. Il loro autore fa discutere gli esperti: si sa ben poco di lui! Alcuni sostengono fosse un re che abdicato al trono, si dedicò all'ascetismo.

«Veramente la speranza è come un fiume le cui acque sono i desideri. Essa si agita colle onde delle brame, ha come animali da preda gli attaccamenti e come uccelli acquatici i progetti. Distrugge nella sua corsa l'albero della perseveranza, è assai profondo e difficile da attraversare per i vortici dell'ignoranza e i suoi pensieri inquieti sono assai alti come rive a precipizio.
Essendo giunti alla riva opposta di questo fiume i grandi yogi dalla mente pura sono colmi di gioia.»

Francesco Carciotto è nato a Catania. Ha insegnato lingue classiche nei licei della sua città e parallelamente si è dedicato allo studio della lingua sanscrita. Ha tradotto e pubblicato varie opere tra cui l'Avadhuta Gita. A Pondicherry, la città sperimentale, basata sulla visione di Sri Aurobindo, ha perfezionato la comprensione e le tecniche di traduzione dal sanscrito che oggi mette a servizio della divulgazione dei più antichi testi spirituali della tradizione indiana.

Dettagli del prodotto

Editore
Infinito Edizioni
Autore
Bhartṛhari
ISBN
978889804736

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