Argomenti (categorie) ai quali appartiene questo titolo


Tags ai quali appartiene questo titolo

I Versi Aurei di Pitagora

Commento di Fabre d'Olivet - da una stampa del 1813

€ 18,00
Quantità

elaborazione a cura di Giulio Maganzini
pp. 152, Lavarone (TN)
data stampa: 2012
codice isbn: 978888932612

I Versi Aurei possono essere stimati come un compendio, un'esposizione riassuntiva dell'insegnamento per la formazione del carattere spirituale e morale dell'allievo pitagorico.
Il filosofo greco Giamblico, orientato a dare nuova vita all'insegnamento pitagorico e platonico in risposta al dilagare del cristianesimo, definì questa parte delle regole di vita pitagorica come «dogmi divini» (Silloge delle dottrine pitagoriche).

I Versi Aurei rappresentarono per secoli i punti di riferimento di molti studiosi del Sacro e, ancora oggi, sono considerati come un codice morale per tutti quelli che ambiscono a conseguire i «Valori superiori». I Versi non derivano sicuramente da Pitagora stesso, tuttavia gli antichi li attribuirono a Pitagora, in quanto la sostanza che caratterizza le parti più indicative è sicuramente tratta dai sei noti discorsi di Pitagora (cfr.: Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi di Diogene Laerzio). Si deve presumere, pertanto, che diversi successori di Pitagora abbiano scritto o, quantomeno, commentato i Versi Aurei; tra questi certamente il discepolo del Maestro, Liside, che ha riunito i fondamenti della morale pitagorica e le principali «regole di vita».

Liside, assieme ad Archippo, fu uno dei pochi discepoli di Pitagora a scampare dalla morte dopo la distruzione della Scuola di Crotone. La parziale comprensione dell'insegnamento del grande Maestro di Samo fu tramandata dalla filosofia dei platonici e dagli stoici e, in modo criptico, da alcuni sebastici (perfetti) della Scuola che - prudentemente, data l'epoca - si occultarono in organizzazioni spirituali o filosofiche.

Il neopitagorico Ierocle ha trasmesso i Versi Aurei con un dettagliato commento e, nello stesso tempo, ha espressamente affermato che «... i Versi Aurei non sono i punti di vista di un singolo, ma la dottrina sacra dei pitagorici ... ». Alcuni studiosi di Pitagora, agli inizi del 1900, affermarono che «esiste una tradizione ininterrotta della vita e della morale pitagorica ... e i pitagorici stessi sono i portatori di un'antica tradizione che mai è stata interrotta».

Il pensiero dottrinario di Fabre d'Olivet viene denominato «Teodoxia Universale» e rappresenta un originale insegnamento di tipo tradizionale che, secondo il suo interprete, era stato rivelato dallo spirito di una certa Egeria (misteriosa giovane donna che aveva amato intensamente prima della sua prematura morte).

Nel caotico mondo dello spiritismo europeo dell'inizio del XIX sec., l'azione di Fabre d'Olivet - espressa metafisicamente nella costituzione di un apposito «Santuario» - rappresenta forse l'unico autentico tentativo di trasformare l'imperante teosofia in una reale "Via della Conoscenza".

Indice:

Una prefazione eterodossa


Presentazione


Versione in greco dei Versi Aurei


Versi Aurei:


Preparazione (1-2)


Purificazione (3-20)


Perfezione (21-36)


Esame dei versi aurei - Spiegazione e sviluppo

  • Accettiamo i seguenti pagamenti:
- Carta di credito
- Paypal
- Bonifico bancario
- Conto corrente postale
- Contrassegno Accettiamo i seguenti pagamenti: - Carta di credito - Paypal - Bonifico bancario - Conto corrente postale - Contrassegno
  • Spedizione tramite Poste Italiane s.p.a. Spedizione tramite Poste Italiane s.p.a.