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Soggiorni

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Viaggio in Grecia

Guanda
€ 10,00
Quantità

traduzione di Alessandra Iadicicco.
pp. 80, Parma
data stampa: 2012
codice isbn: 978886088831

Il manoscritto di Soggiorni fu un regalo che Heidegger, partito per la Grecia nella primavera del 1962, fece alla moglie per il suo settantesimo compleanno. A lungo frequentata attraverso le parole dei pensatori, il canto dei suoi poeti antichi e i versi di Holderlin, la Grecia diveniva finalmente la meta di un viaggio reale. Qualche rapido scorcio di Venezia, da cui salpa la nave, e della costa slava in lontananza, con le sue scie di delfini: e poi Corfù, Micene, Creta e Rodi, Delo, Atene, Egina. Heidegger prende appunti, compila un vero e proprio diario, registrando le tappe del viaggio, descrivendo i paesaggi, il mare, le variazioni della luce, le donne sulla spiaggia. Lo stile del testo è insolito per un pensatore di cui conosciamo la scrittura densa e pregnante, scevra di riferimenti alla biografia e alle vicende personali. Ma il suo è anche un viaggio «di pensiero»: Heidegger si interroga sulle possibilità di approdo per noi, moderni, nella Grecia «autentica», quel luogo molto più dello spirito che geografico in senso stretto, nel cui ambito si è compiuto l'atto originario, inaugurale, del pensiero e dell'intuizione della forma artistica occidentali.
In principio la Grecia delle origini sembra negarsi: è affondata, lontana, sfigurata dal progresso e dalla tecnica, che relegano l'uomo di oggi in una condizione di inautenticità. Le rovine tacciono, e anche le ultime vestigia dell'antica civiltà sembrano perdute. Ma giunge l'istante della rivelazione, il momento in cui il viaggio si trasforma in un «soggiorno». A Delo, la Manifesta, la Grecia rivelerà la sua verità.

Martin Heidegger (Messkirch 1889-Friburgo 1976) studiò teologia a Friburgo e poi fu allievo di Rickert. Nel 1916 divenne assistente di Husserl, ma nel 1927 la sua opera fondamentale, Essere e tempo (pubblicata in Italia da Longanesi) segnò il definitivo distacco dalle tesi del maestro. Lasciò nel 1934, dopo soli dieci mesi, la carica di rettore dell'Università di Friburgo e non pubblicò quasi più nulla fino alla fine della guerra. La sua filosofia fu censurata dal regime come «nichilista». Guanda ha pubblicato anche Ormai solo un dio ci può salvare.

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