Questo nuovo libro di Adonis, il grande poeta siriano, è insieme epico e drammatico, con la presenza di una voce narrante e di un coro che si esprime per metafore solenni e musicali, come quelle del «flauto della polvere» o del tempo dell’amore che «sella i suoi cavalli». Ma il cuore pulsante del libro è la voce della donna che parla alla luna, agli astri, al deserto, e parla di sé, del proprio corpo, con una mirabile energia lirica e uno sconvolgente intento di rivendicare un ruolo diverso, nuovo, decisivo nel mondo. La donna è Hagar, la schiava e concubina di Abramo poi ripudiata, la madre di Ismaele.
Il poeta, si cala nella voce e nel corpo di lei, scrive versi al femminile, carnali, cosmici, che glorificano l’amore come potenza eversiva, contro ogni rigidità mortuaria di poteri, religioni e dogmi. La donna dice:
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Questo nuovo libro di Adonis, il grande poeta siriano, è insieme epico e drammatico, con la presenza di una voce narrante e di un coro che si esprime per metafore solenni e musicali, come quelle del «flauto della polvere» o del tempo dell’amore che «sella i suoi cavalli». Ma il cuore pulsante del libro è la voce della donna che parla alla luna, agli astri, al deserto, e parla di sé, del proprio corpo, con una mirabile energia lirica e uno sconvolgente intento di rivendicare un ruolo diverso, nuovo, decisivo nel mondo. La donna è Hagar, la schiava e concubina di Abramo poi ripudiata, la madre di Ismaele.
Il poeta, si cala nella voce e nel corpo di lei, scrive versi al femminile, carnali, cosmici, che glorificano l&r