Dalla presentazione di Fabio Bidussi:
"Nella sentenza emessa dal Tribunale della Santa Inquisizione contro il conte di Cagliostro, alla presenza di papa Pio VI il giorno 7 aprile 1791, si legge quanto segue:
"Giuseppe Balsamo, Reo confesso e rispettivamente convinto di parecchi delitti, è incorso nelle Censure e pene tutte promulgate contro gli eretici formali, dogmatizzanti eresiarchi, Maestri e seguaci di Magia superstiziosa, come pure nelle Censure e pene stabilite contro quelli che in qualunque modo favoriscono e promuovono le Società e le Conventicole dei Liberi Muratori. (omissis)".
I delitti per i quali Cagliostro fu dunque condannato a morte, pena commutata nel carcere perpetuo a S. Leo, oltre a generiche accuse di eresia e magia superstiziosa, riguardano principalmente l'aver "favorito e promosso, in qualunque modo" le Società e le Conventicole dei Liberi Muratori. Fu condannato insomma perché era un massone e per di più aveva fondato un nuovo Rito, la "Massoneria Egiziana", solennemente condannata nella stessa sentenza con l'ordine di bruciarne pubblicamente il libro contenente i principi e i rituali.
Studi, biografie, memoriali sull'enigmatica figura del conte di Cagliostro superano ormai il migliaio, anche se - come sostiene Aldo A. Mola "mille libri non fanno necessariamente una verità". Affermazione che si rivela quanto mai attendibile se si esaminano i contatti, il ruolo e i rapporti che il "conte" ha avuto con la massoneria, poiché bisogna tener conto, da un lato, che è stato fondatore di un nuovo rito, seguito e adottato su scala europea, dall'altro, che fonti, documenti e notizie su tutto ciò che riguarda la vita di Cagliostro, sono lacunose e spesso discordanti. Fa eccezione quanto riferito nel "Compendio" del Barberi, pubblicato all'indomani della sentenza di condanna, ricco di notizie e molto dettagliato. Con l'avvertenza, però, che si tratta di una testimonianza sospetta[…]"
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Dalla presentazione di Fabio Bidussi:
"Nella sentenza emessa dal Tribunale della Santa Inquisizione contro il conte di Cagliostro, alla presenza di papa Pio VI il giorno 7 aprile 1791, si legge quanto segue:
"Giuseppe Balsamo, Reo confesso e rispettivamente convinto di parecchi delitti, è incorso nelle Censure e pene tutte promulgate contro gli eretici formali, dogmatizzanti eresiarchi, Maestri e seguaci di Magia superstiziosa, come pure nelle Censure e pene stabilite contro quelli che in qualunque modo favoriscono e promuovono le Società e le Conventicole dei Liberi Muratori. (omissis)".
I delitti per i quali Cagliostro fu dunque condannato a morte, pena commutata nel carcere perpetuo a S. Leo, oltre a generiche accuse di eresia e magia superstizi
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edizioni Villadiseriane
- Autore
- Mercante Vincenzo
- ISBN
- 978886747027