Amor, che gli ochi mei facti han dui fiumi, a nova piaga più non resta loco, e sì distructo m'ha 1'antico fuoco, ch' altra fiamma non ha che più consumi. El dir, che per cangiar e' fier costumi d'altrui s'affaticò già tanto, è roco; el viso in contemplar colei è fioco, ch' abaglia noi, benché p' ogni altro alumi. E pur m'aventa una nova ferita Amore, e un' altra face che più m'arda; né 1'empietà d'altrui a dir mi move, né men belleza vòl ch' ancor io guarda. Così par che riposso el cor non trove, s'Amor, Madonna, o Morte non me aita. Amore, che degli occhi miei ha fatto due fiumi, a nuova piaga più non resta luogo, e sì distrutto m'ha l'antico fuoco, ch' altra fiamma non ha più di che consumare. Il dire, che per cambiare i fieri costumi di lei s'affaticò già tanto, è roco; la vista è debole per contemplare lei, che abbaglia me, benché poi ogni altro illumini. E pur m'infligge una nuova ferita Amore, e un'altra fiamma che più m'arda; la crudeltà di lei non mi fa parlare, e neppure la sua bellezza vuole che ancora io guardi. Così pare che il cuore non trovi riposo, se Amore, Madonna o Morte non mi aiutano. È una lingua oscura, difficile e contorta quella del Pico, che in ogni poesia sembra condensarsi in un ruvido inciampo sintattico e psicologico, rischiando di diventare il nodo scorsoio di una più felice e limpida espressione. Voltando in prosa le poesie di Pico, ho soprattutto tentato di sciogliere quel nodo, di rendere piana e semplice la lingua senza tuttavia svuotarla della sua potenza e anzi tentando di lasciarne intatta tutta la forza di un volgare che è già l'italiano della nostra più vera tradizione poetica. (Gabriella Sica) Giovanni Pico, conte della Mirandola, un paesino vicino a Modena dove è nato nel 1463, muore giovane come chi è caro agli dei nel 1494 a Firenze, dove è sepolto nella chiesa di San Marco, accanto all'amico Poliziano. Pico è umanista che accoglie i libri sapienziali degli antichi greci, ebrei e arabi avvicinandoli alle Scritture, che è polemico con le credenze astrologiche, ma coltiva l'entusiasmo per la magia, che è al centro della cultura occidentale, ma non ignora quella orientale: il suo vivacissimo pensiero non può non toccare con straordinaria forza e attualità noi moderni.
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Amor, che gli ochi mei facti han dui fiumi, a nova piaga più non resta loco, e sì distructo m'ha 1'antico fuoco, ch' altra fiamma non ha che più consumi. El dir, che per cangiar e' fier costumi d'altrui s'affaticò già tanto, è roco; el viso in contemplar colei è fioco, ch' abaglia noi, benché p' ogni altro alumi. E pur m'aventa una nova ferita Amore, e un' altra face che più m'arda; né 1'empietà d'altrui a dir mi move, né men belleza vòl ch' ancor io guarda. Così par che riposso el cor non trove, s'Amor, Madonna, o Morte non me aita. Amore, che degli occhi miei ha fatto due fiumi, a nuova piaga più non resta luogo, e sì distrutto m'ha l'antico fuoco, ch' al
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- La Vita Felice
- Autore
- Pico Della_Mirandola Giovanni
- ISBN
- 978888631445