« ... Ci troviamo nel mezzo di una scena tragica, sulle acque di un lago circoscritto da una specie di anfiteatro terribile nella sua scarna grandiosità, formato dalle montagne del deserto. Sul fondo di questo immenso circo di granito serpeggiava un tempo il Nilo, formando freschi isolotti, ave la verzura dei palmeti contrastava con la squallida desolazione delle circosté1nti pareti montane. Oggi, in seguito alla diga costruita dagli inglesi, l'acqua è salita, salita come una marea che non scenderà mai più: Questo lago, vasto come un piccolo mare, sostituisce i meandri del fiume e inghiotte sempre più le isole sacre ... Siamo fermi, in silenzio, è buio e freddo; i remi sono immoti e si sente soltanto il lamentoso ululare del vento e il fievole sciacquio dell'acqua contro le colonne e i bassorilievi. Poi, improvvisamente, il tonfo sordo di una caduta: si è staccata una grande pietra scolpita, sprofondando nel caos nero dove l'attendevano Quelle già scomparse, e i templi inghiottiti, e le vecchie chiese copte, e le città dei primi secoli cristiani, tutto ciò che fu un tempo l'isola di File, perla dell'Egitto, una delle meraviglie del mondo».
Ecco come - nel suo La mort de Philae Pierre Loti lamenta lo stato di File, isola del fiume Nilo nei pressi di Aswan, sede di culto della dea Isi ed estrema difesa del paganesimo egiziano contro il dilagare vittorioso del cristianesimo.
Oggi File, grazie soprattutto al contributo dei tecnici italiani, è rinata su un'isola più elevata: i suoi monumenti - di straordinaria imponenza e conservazione e che si possono seguire fino nel periodo faraonico -sono stati "smontati" e "rimontati" e, sottratti definitivamente alle acque del lago, restituiti alloro fascino primitivo.
Il lavoro di spostamento ha consentito di vedere dentro e sotto Ciascuno dei numerosi edifici e, Quindi, di capire come furono costruiti: al successo tecnico si è così aggiunta un'operazione storica e culturale di particolare rilievo. E Questo aspetto appunto i due Autori, inviati dal Dipartimento per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, hanno posto in evidenza nel loro "rapporto", che ci introduce nelle vicende insospettate dell'estremo baluardo del mondo scomparso dei Faraoni, capace però di irradiare la sua· luce in tutto il Mediterraneo romano e oltre i deserti dell'Africa.
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« ... Ci troviamo nel mezzo di una scena tragica, sulle acque di un lago circoscritto da una specie di anfiteatro terribile nella sua scarna grandiosità, formato dalle montagne del deserto. Sul fondo di questo immenso circo di granito serpeggiava un tempo il Nilo, formando freschi isolotti, ave la verzura dei palmeti contrastava con la squallida desolazione delle circosté1nti pareti montane. Oggi, in seguito alla diga costruita dagli inglesi, l'acqua è salita, salita come una marea che non scenderà mai più: Questo lago, vasto come un piccolo mare, sostituisce i meandri del fiume e inghiotte sempre più le isole sacre ... Si
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- De Agostini
- Autore
- Giammarusti Antonio , Roccati Alessandro
- ISBN
- 300000001711