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Pio XII

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Parenti
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Oggetto eminente di doppia e oculatissima persecuzione, l'opera di Ernesto Buonaiuti (1881-1946) si può dire sia rimasta chiusa nel mondo sempre un po' solitario dell'alta cultura. Caduto il fascismo, ha seguitato la Chiesa, col suo perdurante allarme per tutto ciò che sembri in rapporto con l'eresia modernista, a renderne difficile la diffusione. Ma oggi siamo al punto in cui un'indagine sistematica sulla prima metà del secolo appare urgente non solo agli occhi degli studiosi. E quest'opera attende che la si liberi dalle nebulose implicazioni teologiche e mitologiche di cui si avviluppa perché la sua sostanza critica operi a fondo nella coscienza comune.
Ordinato sacerdote nel 1903, confermato nella sua adesione al modernismo dalla stessa enci

Descrizione

Oggetto eminente di doppia e oculatissima persecuzione, l'opera di Ernesto Buonaiuti (1881-1946) si può dire sia rimasta chiusa nel mondo sempre un po' solitario dell'alta cultura. Caduto il fascismo, ha seguitato la Chiesa, col suo perdurante allarme per tutto ciò che sembri in rapporto con l'eresia modernista, a renderne difficile la diffusione. Ma oggi siamo al punto in cui un'indagine sistematica sulla prima metà del secolo appare urgente non solo agli occhi degli studiosi. E quest'opera attende che la si liberi dalle nebulose implicazioni teologiche e mitologiche di cui si avviluppa perché la sua sostanza critica operi a fondo nella coscienza comune.
Ordinato sacerdote nel 1903, confermato nella sua adesione al modernismo dalla stessa enciclica Pascendi dominii gregis, del 1907 la quale intendeva distruggere mediante condanna quel «compendio di eresie», Ernesto Buonaiuti preferì chiamare neo-cattolicismo il movimento a cui dedicò il suo zelo di riformista, e s'ispirò a Gioacchino da Fiore per insistere sull'attesa della terza età dello Spirito e per combattere il conservatorismo temporale della Chiesa. Convinto che fosse suo dovere sviluppare all'interno della Chiesa stessa la sua missione, fu tuttavia costretto ad allontanarsene per ripetuta scomunica. Espressamente vitando venne dichiarato nel 1926. Tre anni dopo, in vena di benemerenze concordatarie, il governo fascista lo allontanava anche dalla cattedra di Storia del Cristianesimo, 'che egli occupava all'Università di Roma dal 1915 e che doveva perdere definitivamente, nel 1931, per non aver prestato il noto giuramento di devozione al regime.
Fra i suoi molti scritti, affidati all'incerta fortuna di limitate edizioni, godono in genere di pili frequente ricordo Il Cristianesimo nell'Africa romana; Gioacchino da Fiore; La Chiesa romana; Dante come profeta; Storia del CristianeSImo. Uno dei meno conosciuti è certo questo Pio XII apparso in edizione numerata di appena cinquecento copie presso la «Universale di Roma» nel 1946 e subito ritirato dal commercio. In esso il Buonaiuti svolge la più fervida requisitoria che sia stata fatta contro la politica di Eugenio PaceIli, corresponsabile del fascismo ed espressione esemplare dell'incapacità a cui la Chiesa, per inestinguibile sete di potenza mondana, si è gradualmente ridotta: incapacità di rispondere ai quesiti spirituali dell'uomo moderno.
In effetti, la coscienza di una simile incapacità si viene sempre più diffondendo, anche nel campo dei cattolici di regolare milizia. Dopo quattro secoli di pensiero critico europeo, sempre meglio si avverte che l'ansia religiosa dell'uomo moderno è di fatto respinta dalle organizzazioni e dagli edifici tuttora adibiti a un culto storicamente invecchiato. II concetto della divinità a cui la Chiesa insiste ufficialmente nel riferirsi, scopre sempre più chiaramente il logoro di almeno due degli strati storici su cui è stato in prevalenza fondato, quello feudale e quello controriformistico, l'uno e l'altro inesorabilmente estranei al , nostro spirito. Anche un'analisi della tradizione espressiva della Chiesa, condotta tanto sui documenti curiali quanto sulle locuzioni di prammatica nelle parrocchie, potrebbe renderci persuasi di come il Dio a cui il cattolico si rivolge sia un Dio signore feudale, nei cui confronti ci si pone in termini di vassallaggio, esteriormente adornato di attributi barocchi. Da un Dio così concepito si poteva far derivare il principio d'autorità che reggeva sul trono i monarchi assoluti, non certo il principio di solidarietà su cui si basano i moderni popoli sovrani.
Il Novecento, si dice in genere e non senza retorica, è un secolo di crisi. Una sottile coscienza di crisi penetra indubbiamente la letteratura europea del primo mezzo secolo. Ebbene, l'aspetto religioso di tale crisi ha nell'opera di Ernesto Buonaiuti una delle testimonianze più esplicite, certo la più alta che si sia avuta in Italia. In particolare, il suo Pio Xli costituisce un contributo d'insostituibile importanza allo studio del cinquantennio trascorso, suggestivo libro che anima il documentato rigore di molti argomenti coi toni accesi d'uh atto di fede. (Sergio Antonelli)

Dettagli del prodotto

Editore
Parenti
Autore
Buonaiuti Ernesto
Disponibilità
1 Libro
ISBN
900000001959

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