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L'Assassinio di Napoleone

Uno dei pù grandi delitti della storia?

Mursia
Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
Disponibile in copia unica
€ 16,00
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Traduzione di Agnese Dottore Momigliano
pp. 278, 25 ill. f.t., Milano
data stampa: 1984
codice isbn: 136729
A prima vista, quello che si afferma nel presente volume potrebbe sembrare fantascienza o, meglio, «fantastoria». Per di più, il personaggio che viene preso in esame non è di sicuro l'ultimo venuto: si tratta infatti di Sua Maestà Napoleone l, Imperatore dei Francesi.

Per oltre un secolo e mezzo la causa comunemente accertata della morte di Napoleone è stata un cancro allo stomaco. In queste pagine, invece, gli autori intendono presentare ai lettori una nuova teoria assolutamente «esplosiva»: il Bonaparte sarebbe stato assassinato!

Tale teoria si basa sugli studi condotti per vent'anni da un tossicologo svedese, il dottor Sten Forshufvud, il quale attraverso una rilettura attenta e approfondita delle memorie di quanti condivisero con Napoleone l'esilio a Sant'Elena e poi assistettero alla morte di lui - avrebbe notato che i sintomi della malattia di Napoleone non corrispondono a quelli di un cancro, bensi a quelli di avvelenamento da arsenico. Ora, poiché l'arsenico ingerito lascia tracce nei capelli, Forshufvud prese a raccogliere con diligenza quanti più capelli di Napoleone poteva, tagliati negli ultimi anni dell'esilio a Sant'Elena. Tali capelli, sottoposti a bombardamento atomico nei Laboratori per l'Energia Atomica di Harwell presso Londra, hanno rivelato che al momento della morte il corpo di Napoleone conteneva arsenico in una percentuale tredici volte superiore a quella normale!

Successivamente è stato possibile calcolare con precisione (sempre attraverso l'analisi dei capelli) quanto arsenico il soggetto esaminato abbia assorbito e a quali intervalli di tempo durante il periodo di crescita di un capello: l'esame dei capelli di Napoleone ha così provato che il veleno venne introdotto nell'organismo in notevoli quantità e a determinati intervalli di tempo.

Un'ultima prova a sostegno della teoria del dottor Forshufvud è il fatto che il corpo dell'Imperatore, al momento della ricognizione della salma (effettuata nel 1840, in occasione della sua traslazione da Sant'Elena a Parigi), venne ritrovato praticamente intatto, contrariamente a quanto avrebbe dovuto verificarsi dopo diciannove anni di sepoltura, dal momento che esso non era stato imbalsamato! Questo ottimo stato di conservazione sarebbe dovuto appunto alle forti quantità di arsenico ingerite, visto che tale sostanza ha la prerogativa di conservare a lungo i tessuti che impregna.

Redatto con assoluto rigore scientifico, questo volume si legge tuttavia «tutto d'un fiato» come un libro giallo e, come in un libro giallo appunto, alla fine della sua lettura si arriva per deduzione alla scoperta dell'assassino e dei mandanti.
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