• -5%
Jung e il Pensiero Orientale

Jung e il Pensiero Orientale

La Biblioteca Di Vivarium
Esaurito
19,00 € 20,00 € -5%
Nessuna tassa

“In questi capitoli su Jung e lo yoga, Harold Coward presenta un resoconto molto necessario, chiaro e completo della relazione di C. G. Jung con le tradizioni religiose dell’India e, in una certa misura, di altre forme della spiritualità orientale. Insieme con i saggi successivi di J. Jordens e J. Borelli, egli ha mantenuto in ogni parte un giusto equilibrio tra la condivisione e la non condivisione del punto di vista di Jung sull’utilità della religione orientale per gli occidentali. Sono tutti d’accordo nel giustificare l’insistenza di Jung sul metodo empirico, ma sono in disaccordo là dove questi sembra rifiutare certi valori che l’Oriente offre all’Occidente.
Forse Jung affermò troppo spesso che il

Descrizione

“In questi capitoli su Jung e lo yoga, Harold Coward presenta un resoconto molto necessario, chiaro e completo della relazione di C. G. Jung con le tradizioni religiose dell’India e, in una certa misura, di altre forme della spiritualità orientale. Insieme con i saggi successivi di J. Jordens e J. Borelli, egli ha mantenuto in ogni parte un giusto equilibrio tra la condivisione e la non condivisione del punto di vista di Jung sull’utilità della religione orientale per gli occidentali. Sono tutti d’accordo nel giustificare l’insistenza di Jung sul metodo empirico, ma sono in disaccordo là dove questi sembra rifiutare certi valori che l’Oriente offre all’Occidente.
Forse Jung affermò troppo spesso che il misticismo orientale del tipo rappresentato dagli Yoga Sutra di Patañjali non era adatto agli adepti occidentali? Non aveva lui stesso preso a prestito da quella fonte molti concetti psicologici, o non li aveva per lo meno usati per sostenere i propri? Perché egli non fu all’altezza di riconoscere il conseguimento del samadhi come conquista definitiva del risveglio spirituale? Il lettore può scoprire a vari livelli le risposte a queste domande al procedere delle osservazioni e delle riflessioni degli autori.
L’unica cosa che io posso aggiungere a questa trattazione è che è stata una fortuna per me partecipare frequentemente ai seminari in inglese di Jung a Zurigo negli anni ‘30, e che durante quel periodo ho assimilato gran parte del pensiero di Jung sul tema della religione e della sua relazione con la psicologia. Di conseguenza, diventando un analista junghiano, ho trovato spesso i miei pazienti in un conflitto generato dalla collisione tra psicologia e religione, là dove richiedono nel corso della terapia una comprensione speciale impossibile da trovare in alcun sistema filosofico. Ho imparato da Jung che se la psicologia non impara a risolvere conflitti di quel genere, probabilmente nient’altro lo farà nella nostra cultura. (...)
Forse (...) può trasmettere qualcosa della qualità paradossale dell’atteggiamento di Jung quando egli cercò di gettare un ponte sulla breccia che esisteva e tuttora esiste, anche se oggi in misura minore, tra il nostro utilizzo comportamentale della psicologia, il suo aspetto grossolano o stula, come direbbero in India, e il suo aspetto sottile o suksma, come è rappresentato dalla psicologia del Sé. È con questo concetto che Jung si accostò al tempio d’oro della saggezza orientale, ma col quale si astenne anche dall’entrarvi come adepto. A causa di questo bisogno di gettare un ponte tra tali opposti come anche di riconoscere la validità di entrambe le tradizioni del misticismo, il trascendente e l’immanente, non gli fu possibile entrare in quel tempio in una ricerca personale del samadhi. Anche se egli possedette certi attributi del guru rimase fondamentalmente un guaritore nella tradizione della scienza occidentale” (dall’Introduzione di Joseph L. Henderson).

Dettagli del prodotto

Editore
La Biblioteca Di Vivarium
Autore
Coward Harold
ISBN
978888713169

Potrebbe interessarti