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Extispicio

Una "scienza" divinatoria tra Mesopotamia ed Etruria - Sacra publica et privata 1

€ 20,00
Quantità

presentazione di Helga Di Giuseppe, prefazione di Paolo Xella, introduzione di Vincenzo Bellelli.
pp. 96, 26 tavv. b/n f.t., Roma
data stampa: 2013
codice isbn: 978886687031

Primo volume della collana Sacra publica et privata dedicata agli aspetti rituali e religiosi del mondo antico
Gli Etruschi ebbero fama nell’antichità di popolo di origini antichissime, abile nella navigazione e dedito alle arti. Fa parte dello stereotipo ‘etnico’ degli Etruschi, però, anche la particolare attenzione che, secondo gli scrittori romani, questi dedicavano alle pratiche religiose, di cui la divinazione faceva parte integrante. Fra tutte le arti divinatorie praticate, l’extispicio, cioè la consultazione delle interiora degli animali sacrificati, e in particolare del fegato degli ovini, è senza dubbio quella in cui gli Etruschi raggiunsero la maggiore specializzazione, al pari degli Assiri, dei Babilonesi e di altre popolazioni dell’Asia anteriore, fra cui vanno ricordati soprattutto gli Ittiti. È opinione diffusa, non a caso, che questa tecnica divinatoria sia stata trapiantata in Italia proprio dagli Etruschi, che l’avrebbero importata dal Vicino Oriente. Gli Autori di questo studio, fondendo le rispettive competenze disciplinari, quella rispettivamente dell’archeologo specializzato nello studio della civiltà etrusca e quella del veterinario specializzato nelle patologie della specie ovina, hanno indagato il processo genetico della pratica divinatoria da un punto di vista originale, formulando ipotesi di lavoro che chiamano in causa scenari complessi che affondano nella protostoria. Nel saggio si dà conto dei risultati delle ricerche interdisciplinari condotte dagli Autori, da cui si può ricostruire congetturalmente un segmento del percorso affascinante che condusse l’uomo antico – e nella fattispecie gli Etruschi – a modellare il proprio “canale di comunicazione con il divino” in armonia con l’ambiente circostante. Lo studio è introdotto da una presentazione di Paolo Xella.

Vincenzo Bellelli è ricercatore presso l’Istituto di Studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo antico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISCI-MA), Roma, e insegna Etruscologia all’Università di Palermo. È socio corrispondente, inoltre, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici di Firenze e membro di diversi comitati editoriali internazionali. I temi storico-religiosi e quelli relativi all’archeologia del culto rientrano fra i suoi attuali interessi di ricerca. Ha curato, di recente, la pubblicazione Le Origini degli Etruschi. Storia Archeologia Antropologia, Roma, 2012.

Indice:

PRESENTAZIONE, di Helga Di Giuseppe
PREFAZIONE, di Paolo Xella
I. INTRODUZIONE, di Vincenzo Bellelli
II. CORSI E RICORSI DI UN’IDEA. LE PRESUNTE ORIGINI ORIENTALI DELL’EPATOSCOPIA ETRUSCA, di Vincenzo Bellelli
III. ALLE ORIGINI DELL’EXTISPICIO: CENNI SULLA NASCITA DELL’ISTITUTO RELIGIOSO, di Vincenzo Bellelli
IV. SINTESI DELLE CONOSCENZE ATTUALI, di Vincenzo Bellelli
1. L’extispicio in Mesopotamia e nel Vicino Oriente antico
2. L’extispicio in Grecia
3. L’extispicio nel mondo italico e a Roma
4. L’extispicio in Etruria
V. QUALI ORIGINI PER L’ARUSPICINA ETRUSCA?: NUOVI SPUNTI DI INDAGINE, di Vincenzo Bellelli
VI. IL PUNTO DI VISTA DEL VETERINARIO, di Marco Mazzi
1. Origini della specie
2. Il rapporto uomo-gregge
3. I problemi di salute del gregge
3.1 Il fegato ovino nella sua sede anatomica
3.2 La macellazione
3.3 Le distomatosi epatiche
3.3.1 La Fasciola epatica
3.3.2. Il Dicrocoelium dendriticum
VII. RISULTATI, di Vincenzo Bellelli e Marco Mazzi
1. Verso una conclusione, di Vincenzo Bellelli e Marco Mazzi
2. L’aruspicina, l’Oriente e le ‘Origini degli Etruschi’, di Vincenzo Bellelli
3. Un bilancio provvisorio, di Vincenzo Bellelli
4. Epilogo: risultati, problemi e prospettive di ricerca, di Vincenzo Bellelli
BIBLIOGRAFIA

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