Carrello
Albero dopo albero Brosse elabora in questo testo un’accattivante panoramica delle piante ad alto fusto. Moltiplicando le diramazioni fino a toccare le più svariate discipline e spingendo il più a fondo possibile le radici storiche della propria ricerca, Jacques Brosse delinea una grandiosa genealogia vegetale con l’intento di preservare la conoscenza e la memoria degli alberi in un mondo che spesso li ignora o distrugge.
Facendo leva sul nostro passato recente, Brosse enuclea attorno a ogni pianta-tipo gli usi e i costumi di cui essa è stata fino a ieri protagonista, procedendo poi, per approcci successivi, a una lettura che è al contempo storica, linguistica, terapeutica, botanica e folkloristica dell’albero in esame.
Ne risulta uno scrivere che accoppia al rigore scientifico la poeticità delle descrizioni, che sa sposare la seduzione del mito alla piacevolezza dell’aneddoto, che si fa via via racconto, indagine, scoperta, iniziazione.
«Questo libro non è nato da una nostalgia, ma da una necessità di giorno in giorno più pressante: riconoscere il ruolo essenziale degli alberi nella vita della Terra, nella nostra e anche nel nostro inconscio. Rammentarsi le loro leggende, quindi le loro virtù, è forse il modo migliore per salvarli».
Facendo leva sul nostro passato recente, Brosse enuclea attorno a ogni pianta-tipo gli usi e i costumi di cui essa è stata fino a ieri protagonista, procedendo poi, per approcci successivi, a una lettura che è al contempo storica, linguistica, terapeutica, botanica e folkloristica dell’albero in esame.
Ne risulta uno scrivere che accoppia al rigore scientifico la poeticità delle descrizioni, che sa sposare la seduzione del mito alla piacevolezza dell’aneddoto, che si fa via via racconto, indagine, scoperta, iniziazione.
«Questo libro non è nato da una nostalgia, ma da una necessità di giorno in giorno più pressante: riconoscere il ruolo essenziale degli alberi nella vita della Terra, nella nostra e anche nel nostro inconscio. Rammentarsi le loro leggende, quindi le loro virtù, è forse il modo migliore per salvarli».