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Tendevano, le storie di animali, a mostrarceli falsati, reinterpretati, soprattutto antropomorfizzati. Il topo di campagna e quello di città - suo cugino - facevano il verso, moraleggiando, al sempliciotto campagnolo e al furbo cittadino.
Animali finti, dunque; ma niente di tutto ciò, qui.
L'approccio naturalistico allo studio del comportamento animale ci fa scoprire gli animali come sono, privi degli orpelli antropomorfici, e appunto per questo ancor più interessanti.
Infatti ciascuno possiede - come specie e come individuo - una sua intelligenza, che gli consente di cavarsela nel suo contesto naturale. Il volume si articola in cinque parti. Nella prima, sorta di bestiario etologico, sono descritti comportamenti di singole specie: lo schiavismo della formica, gli amori del super-ragno, i viaggi del colombo viaggiatore ...
La seconda parte, dedicata ai problemi dell'evoluzione, affronta le affinità di comportamento tra uomo e scimmie, la scelta sessuale, l'addomesticamento, i trucchi del mimetismo.
La seconda parte, dedicata ai problemi dell'evoluzione, affronta le affinità di comportamento tra uomo e scimmie, la scelta sessuale, l'addomesticamento, i trucchi del mimetismo.
Nella terza parte, "Verso un'etologia umana", scopriamo l'uomo visto come specie animale, freddamente osservata dallo zoologo; tra gli argomenti: fortuna del ballo "liscio", contestazione studentesca, limitazione delle nascite, pornografia, gioco del pallone ...
Nella parte quarta si studiano i problemi del linguaggio: gli scimpanzè che "parlano", le api che si esprimono in dialetto, i delfini che imitano i suoni umani.
Nella parte quinta, infine, che si intitola come il libro "Storie naturali", l'autore analizza i principali fenomeni del comportamento animale quali l'imprinting, il territorialismo, i rapporti tra istinto e apprendimento, il comportamento degli animali in cattività.