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Zagreus di Vittorio Macchioro è un'opera innovatrice nella storia della cultura italiana dei primi del Novecento. Questa edizione, ricca di documenti inediti, è frutto di una ricerca appassionata, che intende riportare in vita la voce di uno dei più brillanti - e rimossi - studiosi della Scienza dell'Antichità. Al centro dell'ispirazione di Zagreus è il motivo salvifico: la palingenesi dell'uomo, lungo uno sviluppo storico che trova nell'orfismo e nella teologia di Paolo di Tarso i due momenti decisivi. L'opera prende l'avvio dall'esegesi delle pitture della villa dei Misteri di Pompei, interpretate come la rappresentazione di una "liturgia orfica". Dopo un'analisi dell'orfismo, delle sue origini, manifestazioni e diffusione, Macchioro ne illustra le influenze sul pitagorismo, sulle filosofie eraclitea e platonica e sul cristianesimo che avrebbe avuto "il medesimo sostrato mitico o teologico". Il tipo di approccio ermeneutico si ascrive all'impostazione fenomenologica, facendo di Zagreus un esempio ante litteram di quella "filologia esistenziale" che ha tra i suoi esponenti principali Walter Otto, Karl Kerényi e Leo Frobenius.