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Le avventure burlesche del Signor Dassoucy, che vengono qui proposte per la prima volta in lingua italiana, costituiscono un momento certamente significativo della narrativa burlesca francese del Seicento. Musicista e poeta, amico di Molière, libertino perseguitato dall'Inquisizione e sospettato di sodomia dai tribunali francesi, Charles Coypeau Dassoucy è forse tra gli eredi più scapestrati di Rabelais e dei rabelaisiani. Il romanzo della sua vita, considerato da Giovanni Macchia il più avventuroso romanzo del Seicento, offre, accanto a scorci d'ambiente di Corte in Francia e in Italia, uno spaccato di vita popolare - prezioso anche perché piuttosto raro - dove protagonisti sono i musici, i comici, i vagabondi, i folli, i bari e i lestofanti, visti attraverso la lente di un linguaggio che alla vena iperbolica di Rabelais unisce la più sottile e controllata ironia polemica del "Grand Siècle' .