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AVVERTENZA
Un terzo Breviario? A coloro che troveran di troppo l'aver dato vita al seguito del seguito dirò in mia difesa che la colpa va addebitata al pubblico dei lettori, i quali, dopo aver assicurato così imperata fortuna al primo volume, ne reclamarono - a voce e per iscritto - un secondo, cui diedero pure segni del loro favore, e poi un terzo, non volendo perdere l'abitudine di leggere ogni giorno qualche pagina di buon scrittore e desiderando che essa apparisse nuova ai loro occhi.
Comunque i lettori - amici o nemici - stian tranquilli. Questo è proprio l'ultimo tomo della serie. Non solo per via della gran regola dell'omne trinum, ma anche perché l'età raggiunta dal compilatore non gli consentirà d'ora in poi altra fatica del genere, ed egli ha quindi deciso - con l'egoismo proprio dei vecchi - di non leggere più libri con la matita in mano, per segnar brani da offrire all'interesse altrui, ma di leggerli (o, per lo più, rileggerli) unicamente per proprio diletto, così come un sonatore di violino che, uscito ormai dal golfo dell'orchestra, si diletta a grattar le corde dell'istrumento per proprio conto, senza preoccupazioni di pubblico ascoltante.
Farò qui posto ad una confessione. Il compito più ingrato al quale per tre volte mi son sottoposto è stato quello di ridurre alle proporzioni delle normali tre o quattro paginette (solo eccezionalmente occupandone qualcuna di più) brani che meritavano di esser riprodotti per intero, senza mutilazioni, senza preoccupazioni di estensione. Compito ingrato, come quello del chirurgo che amputa; ma se questi è contento perché ritiene di aver posto un freno al male, nel caso mio son sempre rimasto insoddisfatto, e solo la speranza che qualche lettore sia invogliato ad andar a ricercare ciò che precede o ciò che segue, ha mitigato tale mia scontentezza...