Riccardo Strada affronta gli archetipi del cinema di paura da un punto di vista scientifico come farebbe un trattato di psicoanalisi, analizzando meccanismi, reazioni e percezioni, ma si sente che lo fa da cinefilo, da uno che i film che cita li ha visti con passione, provando sicuramente paura per molti di quelli. È proprio quella la passione che riesce a fondere insieme un trattato di psicologia della paura con un libro sul cinema di genere e a fare in modo che leggendolo si capisca qualcosa di più su questo magico meccanismo del terrore e allo stesso tempo venga voglia di andarsi a vedere tutti i film citati che non abbiamo ancora visto. (Carlo Lucarelli)
Dopo un'accurata e ampia ricognizione sul concetto di doppio e perturbante, evocati sapientemente dal nostro autore cominciano a sfilare davanti allo schermo immaginario della nostra mente le loro più grandi incarnazioni cinematografiche... figure di perdizione, di paura e di orrore, ma anche di estrema vitalità, di fascino e di intelligenza superiore. L'originalità di questo libro, però, non sta tanto nel riuscire a farci apprezzare e amare il cinema di paura come suscitatore di reminiscenze perturbanti... che riguardano solo il singolo, ma nel mostrarcelo nel quadro complessivo degli intrecci che maturano e si evolvono nel confronto continuo tra realtà interna ed esterna, tra psiche e cultura, tra inconscio e società. (Baldo Lami)
Io sono convinto che la paura produca questo tipo di condizione, dove non ci sei solo tu, ma complice tuo c'è tutto quello che ti accade attorno, in quali altri momenti tu hai questa condizione di Esserci, se non nella paura? Questo Esserci così totalmente, ti accade solo nei momenti di paura, di massima tensione, quando tutto te stesso è convocato, non c'è una parte di te che è rimasta in panchina, e quindi io ho, nei confronti della paura questa sorta di enorme rispetto, di grandissima deferenza, l'avverto come una delle sensazioni fondamentali, costitutive dell'essere umano; l'essere umano senza paura non esisterebbe, la paura produce le condizioni ideali per avere una sorta di monitoraggio di quello che tu sei. (Pupi Avati)
Riccardo Strada (1975), vive e lavora a Milano. Psicologo, si è laureato presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Appassionato studioso di storia del cinema e dei suoi rapporti con la psicoanalisi, scrive recensioni cinematografiche per riviste e siti di settore. È alla sua prima opera.
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Riccardo Strada affronta gli archetipi del cinema di paura da un punto di vista scientifico come farebbe un trattato di psicoanalisi, analizzando meccanismi, reazioni e percezioni, ma si sente che lo fa da cinefilo, da uno che i film che cita li ha visti con passione, provando sicuramente paura per molti di quelli. È proprio quella la passione che riesce a fondere insieme un trattato di psicologia della paura con un libro sul cinema di genere e a fare in modo che leggendolo si capisca qualcosa di più su questo magico meccanismo del terrore e allo stesso tempo venga voglia di andarsi a vedere tutti i film citati che non abbiamo ancora visto. (Carlo Lucarelli)
Dopo un'accurata e ampia ricognizione sul concetto di doppio e perturbante, evocati sapienteme
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Zephyro Edizioni
- Autore
- Strada Riccardo
- ISBN
- 978888389022