Al criterio di offrire testi imbalsamati nella loro filologica impeccabilità la Collezione diretta da Silvio d'Amico sostituisce opportunameinte il più vivo criterio di offrire testi da servire al Teatro: cioè a dire alla rappresemtazione scenica. È per questo che, digiuno affatto dell'idioma nipponico, non mi pèrito di pubblicar qui alcuni saggi della classica drammaturgia giapponese che ho ritradotti da lingue europee e adattati alle nostre particolari esigenze teatrali senza uno scrupolo al mondo.
Erano parecchi anni ormai che, nel mio mestiere di regista, tenevo d'occhio i giapponesi, convinto della bellezza e «universalità» del loro specialissimo repertorio: e ogni volta che mi era possibile cercavo di conoscerne, da libri e riviste, le manifestazioni. Mi sono cosi venuto facendo in materia una specie di cultura di seconda o anche di terza mano, deplorevole dal punto di vista scientifico, ma più che sufficiente ai miei semplici scopi d'uomo di teatro. E quando finalmente mi si presentò l'occasione di mettere in scena, soddisfacendo un mio vecchio sogno, due o tre di quei lavori incantevoli, non ebbi più che l'imbarazzo della scelta tra tanta roba che ero venuto leggendo via via. Credo di poter dire che se i saggi riuniti nel presente volumetto appariranno difettosi ai competenti sotto diversi aspetti, sono comunque il frutto di una scena compiuta a ragion vedutissima, tra una notevole quantità di materiale studiato con molto amore.
Non è questo il luogo (e me ne mancherebbe assolutamenle la competenza) per tracciare, sia pure a grandi linee, una storia del Teatro giapponese: storia lunga, intricata, e per noi non sempre interessante. Mi limiterò a dire che ciascuno dei testi da me tradotti e rimanipolati è esemplare di un genere: del Nô il primo, del Joruri il secondo, del Kyôgen l'ultimo. E sono i generi fondamentali del Teatro giapponese.
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Al criterio di offrire testi imbalsamati nella loro filologica impeccabilità la Collezione diretta da Silvio d'Amico sostituisce opportunameinte il più vivo criterio di offrire testi da servire al Teatro: cioè a dire alla rappresemtazione scenica. È per questo che, digiuno affatto dell'idioma nipponico, non mi pèrito di pubblicar qui alcuni saggi della classica drammaturgia giapponese che ho ritradotti da lingue europee e adattati alle nostre particolari esigenze teatrali senza uno scrupolo al mondo.
Erano parecchi anni ormai che, nel mio mestiere di regista, tenevo d'occhio i giapponesi, convinto della bellezza e «universalità» del loro specialissimo repertorio: e ogni volta che mi era possibile cercavo di conoscerne, da libri e riviste, le manifestazioni.
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edizioni Roma
- Autore
- ISBN
- 6226