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Questo «Teatro giapponese» - anch'esso il primo in Italia - offre al lettore il panorama completo di un'arte singolare, che, pur sotto il comune segno del «teatro», costituisce il documento piu efficace di una sensibilità cosi diversa dalla nostra, da costringerci quasi - nel tentativo di definirla - a rompere gli schemi per noi abituali. Ma se rinunciamo a una definizione, che è poi necessariamente una limitazione, e ci avviciniamo a quest'arte con il solo desideno di farla per quanto è possibile nostra, il fascino delicato e pur forte di essa ci prende con un senso di meraviglia e di scoperta. La potenza evocativa di un mondo lontano non tanto nello spazio (oggi facilmente colmato dalla galoppata di un reattore) quanto nell'anima e nella espressione; il contrasto di tenuissime e quasi ingenue fantasie con la violenza sanguigna di aspri conflitti; la esaltazione delle tradizioni eroiche del vecchio Giappone feudale e una soffusa sognante malinconia: tutto - anche negli stati d'animo a noi piu vicini - ha qui un suo timbro particolare e suggestivo, che ne costituisce l'incanto sottile e segreto.