«Adelphoi», in greco, significa «fratelli», e «Adelphi» è il nome di una prestigiosa casa editrice. A quale genere di «fraternità» allude il titolo di questo libro, e che cosa c'entra la prestigiosa sigla editoriale?
Maurizio Blondet ricostruisce il tentativo, riaffiorante nei secoli, di dissolvere ciò che trattiene l'irrompere delle forze irrazionali, ciò che tiene legato l'Anticristo.
E possibile che Shiva, il dio della devastazione, con la sua tenebrosa paredra Kali e il suo gemello sovvertitore Dioniso, abbiano tuttora dei cultori? Perché nelle pieghe del ricchissimo catalogo Adelphi si annidano il Nietzsche maestro di un'ascesi capovolta che sfocia nella demenza come parodia dell'illuminazione, il nuovo Marx degli iniziati, che è René Guénon, e autori come Ernst Bernhard, Simone Weil riletta da Bataille, Léon Bloy, Georges Daumal proposto da Sergio Solmi? E fin dove si spinge l'apparente snobismo erudito di Elémire Zolla, di Massimo Cacciari, di Sergio Quinzio oltre che, naturalmente, del direttore adelphiano Roberto Calasso, autore di quei «prolegomeni a una teologia dello stupro» che sono Le nozze di Cadmo e Armonia? E perché il banchiere Raffaele Mattioli ha voluto essere inumato a Chiaravalle nel sepolcro che ospitò un'eretica medievale che predicava la fede in un Dio-femmina?
Questo libro descrive il lato d'ombra di una battaglia che, come scriveva san Paolo agli Efesini, «non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti».
Un libro «inquietante», e mai come in questo caso l'aggettivo è appropriato.
Maurizio Blondet (Milano, 1944), inviato speciale del Giornale nuovo e poi di Avvenire, indaga il lato oscuro della storia contemporanea. Ha scritto Gli antenati insospettati della contestazione (nel volume collettivo Dov'è finito il '68?, Ares, Milano 1978), diversi saggi per Studi cattolici e Pagine libere, e un libro, I fanatici dell'Apocalisse (Il Cerchio, Rimini 1993).
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«Adelphoi», in greco, significa «fratelli», e «Adelphi» è il nome di una prestigiosa casa editrice. A quale genere di «fraternità» allude il titolo di questo libro, e che cosa c'entra la prestigiosa sigla editoriale?
Maurizio Blondet ricostruisce il tentativo, riaffiorante nei secoli, di dissolvere ciò che trattiene l'irrompere delle forze irrazionali, ciò che tiene legato l'Anticristo.
E possibile che Shiva, il dio della devastazione, con la sua tenebrosa paredra Kali e il suo gemello sovvertitore Dioniso, abbiano tuttora dei cultori? Perché nelle pieghe del ricchissimo catalogo Adelphi si annidano il Nietzsche maestro di un'ascesi capovolta che sfocia nella demenza come parodia dell'
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Ares
- Autore
- Blondet Maurizio
- ISBN
- 978888155234