I rsi, poeti-veggenti compositori dei Veda, erano del tutto persuasi che i loro mantra fossero altamente ispirati, provenienti da piani superiori di coscienza, ricolmi di una conoscenza segreta alquanto difficile da penetrare a chi non fosse iniziato ai loro Misteri. Il rsi Dirghatamas arriva ad affermare che l'essenza di tali mantra esiste «in un etere supremo, imperituro e immutabile, nel quale risiedono tutti gli dèi» - e aggiunge, con mal celata ironia: «chi non conosce Quello, che può farsene di questi versi?» (yastanna veda kimrca karisyati - Rgveda, I.CLlV,39), intendendo significare che soltanto chi ha l'esperienza diretta delle verità formulate in queste scritture può comprenderne appieno il significato e il reale valore. E conclude: «Altrimenti, egli non vede, sebbene guardi, egli non comprende, sebbene ascolti. Viceversa, a colui che è pronto, la dea Parola svela la sua forma più bella, come una donna affettuosa si spoglia davanti al proprio marito» (Rgveda, X.LXXI.4).
In aggiunta, la difficoltà nella comprensione del Veda risulta per noi ulteriormente esacerbata dal fatto che si tratta di testi la cui compilazione si perde davvero nella notte dei tempi. Per quanto non sia ancora stato possibile stabilire la loro datazione esatta (la scoperta della mitica 'valle di Sarasvati', avvenuta alla fine del secolo scorso, impone di retrocedere sensibilmente l'esordio della civiltà arya), i Veda vengono collocati in un arco temporale compreso tra i cinque e i settemila anni fa. Scritti in sanscrito vedico, essi sono in numero di quattro: Rg, Sama, Yajur e Atharva, con il primo della lista figurante di gran lunga come il più antico e, indubbiamente, il più rilevante e ispirato.
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I rsi, poeti-veggenti compositori dei Veda, erano del tutto persuasi che i loro mantra fossero altamente ispirati, provenienti da piani superiori di coscienza, ricolmi di una conoscenza segreta alquanto difficile da penetrare a chi non fosse iniziato ai loro Misteri. Il rsi Dirghatamas arriva ad affermare che l'essenza di tali mantra esiste «in un etere supremo, imperituro e immutabile, nel quale risiedono tutti gli dèi» - e aggiunge, con mal celata ironia: «chi non conosce Quello, che può farsene di questi versi?» (yastanna veda kimrca karisyati - Rgveda, I.CLlV,39), intendendo significare che soltanto chi ha l'esperienza diretta delle verità formulate in queste scritture può comprenderne appieno il significato e il reale valore. E conclude: «Altrim
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- La Calama
- Autore
- ISBN
- 978889970809