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L'interesse di questa Memoria sta nella pubblicazione e ampia illustrazione di un carteggio intercorso negli anni 1853-54 fra Michele Amari e Francesco Crispi, allora esuli entrambi, l'uno a Parigi e l'altro a Malta. Il Crispi (o, come qui si firma, il «Crispi Genova») concepì nel soggiorno maltese il disegno di uno studio storico sulle istituzioni e le condizioni sociali di quell'isola in età medievale, e chiese per questo lumi al suo compatriota arabista, impegnato a sua volta nello studio della Sicilia musulmana, su vari punti di storia, epigrafia, prosopografia, diritto pubblico islamico. Al che l'Amari rispose con cortese premura e competenza di specialista, illuminando il suo corregionale su ogni questione da lui sollevata. Poi le vie dei due patrioti siciliani diversero, passando il Crispi dai vagheggiati studi all'azione mazziniana e garibaldina, mentre l'Amari seguitava a scrutare a fondo la storia della Sicilia musulmana.