Durante il ventennio fascista, un italiano su mille era ebreo. Diversissime tra loro per storia e composizione sociale, le varie comunità ebraiche subirono dapprima la fondamentale indifferenza del regime per le minoranze etniche e religiose, e poi la repentina tragedia delle leggi razziali e della deportazione. Alexander Stille ricostruisce in questo libro cinque casi esemplari: la sconcertante odissea della famiglia torinese il cui patriarca aveva fondato un movimento ebraico fascista; le aggrovigliate vicende di un'altra notissima famiglia tradita dallo scrittore Pitigrilli, agente dell'Ovra; il fatale isolamento degli abitanti del ghetto romano; l'eroica collaborazione tra comunità ebraica e chiesa cattolica a Genova; la insolita condizione di alcuni ebrei di Ferrara nei campi di concentramento italiani e tedeschi.
«Devo il mio nome e la mia stessa esistenza alle leggi razziali di Mussolini» scrive Alexander Stille. Le sue storie di famiglie ebraiche nascono dunque da una curiosità che non è esclusivamente di studioso. Le grandi coordinate storiche sono importanti per lui, ma ancora più importanti e affascinanti sono i dettagli che ci rivelano la qualità della vita quotidiana e le particolarità del comportamento individuale. Contro la tendenza oggi prevalente di concentrarsi perlopiù sul periodo cupo e brutale delle persecuzioni, Stille spinge la sua ricerca anche sui sedici anni precedenti, in cui i rapporti tra le comunità ebraiche e il regime furono talvolta persino cordiali. È questo un risvolto sorprendentemente poco conosciuto della nostra storia recente. Le lettere e i diari inediti, le conversazioni con i sopravvissuti che ha raccolto e montato con grande gusto narrativo gli servono per definire qualcosa che non si trova nei libri di storia: la natura ambigua e paradossale dell'esperienza ebraica nell'Italia fascista, questo Paese estremamente tollerante che d'un tratto si scopre antisemita.
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Durante il ventennio fascista, un italiano su mille era ebreo. Diversissime tra loro per storia e composizione sociale, le varie comunità ebraiche subirono dapprima la fondamentale indifferenza del regime per le minoranze etniche e religiose, e poi la repentina tragedia delle leggi razziali e della deportazione. Alexander Stille ricostruisce in questo libro cinque casi esemplari: la sconcertante odissea della famiglia torinese il cui patriarca aveva fondato un movimento ebraico fascista; le aggrovigliate vicende di un'altra notissima famiglia tradita dallo scrittore Pitigrilli, agente dell'Ovra; il fatale isolamento degli abitanti del ghetto romano; l'eroica collaborazione tra comunità ebraica e chiesa cattolica a Genova; la insolita condizione di alcuni ebrei di
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Arnoldo Mondadori Editore
- Autore
- Stille Alexander
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978880434012