L'uomo delle metropoli, sommerso dalla caotica raffinatezza organizzativa della civiltà contemporanea, per dare un'idea dell'alienante tensione in cui vive ricorre a una immaginosa espressione: «giungla di cemento». Niente di più inesatto. Gli animali selvaggi, nel loro ambiente naturale, non vengono stravolti da nevrosi, non conoscono forme di psicopatologia sessuale, non aggrediscono né opprimono i figli, non soffrono di obesità, non sono afflitti da ulcera gastrica e non commettono assassinio. Tutto ciò significa forse che tra la specie umana e le altre specie animali sussistono fondamentali differenze di comportamento? A prima vista la risposta sembrerebbe positiva, ma le cose non stanno così: gli animali selvaggi, in determinate circostanze, e precisamente quando sono ridotti in quello stato innaturale che è la cattività, si comportano «come gli uomini », ossia fanno propri molti caratteri di gruppo che si riscontrano nella quotidianità della nostra vita organizzata. La moderna metropoli più che una «giungla di cemento» è piuttosto uno « zoo umano». In termini di corretta metodologia sociologica, il confronto da porre è tra l'abitante delle città e l'animale prigioniero. Da questa puntualizzazione, logica e al tempo stesso paradossale, parte il lucido discorso di Desmond Morris sul senso, il contenuto, il comportamento e le finalità della vita associata dell'animale umano moderno, una «scimmia vestita» che ha scatenato, oltre a un implacabile progresso sociale, i suoi più potenti impulsi esplorativi e creativi insieme con quelli più rischiosamente distruttivi e autodistruttivi. Nella prospettiva di una razionale demolizione dei miti e pregiudizi di una civiltà al tempo stesso tecnocratica e superstiziosa, Lo zoo umano centra gli aspetti dell'anormalità dell'esistenza animale umana organizzata nell'età dello sviluppo industriale e tecnologico. Dal problema della coppia a quello del grande numero, dall'analisi dell'innaturale habitat cittadino all'esame dell'individuo in rapporto con le supertribù urbane, Desmond Morris compone una corrosiva cartella clinica del nostro modo di vivere: una serie di spunti di meditazione per trovare un'uscita dall'impasse in cui si trova la civiltà umana nonostante l'altissimo grado di sviluppo raggiunto.
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L'uomo delle metropoli, sommerso dalla caotica raffinatezza organizzativa della civiltà contemporanea, per dare un'idea dell'alienante tensione in cui vive ricorre a una immaginosa espressione: «giungla di cemento». Niente di più inesatto. Gli animali selvaggi, nel loro ambiente naturale, non vengono stravolti da nevrosi, non conoscono forme di psicopatologia sessuale, non aggrediscono né opprimono i figli, non soffrono di obesità, non sono afflitti da ulcera gastrica e non commettono assassinio. Tutto ciò significa forse che tra la specie umana e le altre specie animali sussistono fondamentali differenze di comportamento? A prima vista la risposta sembrerebbe positiva, ma le cose non stanno così: gli animali selvaggi, in determinate circostanze, e precisamente quando
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Arnoldo Mondadori Editore
- Autore
- Morris Desmond
- ISBN
- 900000004045