Il libro costituisce il secondo dei quattro volumi in cui si articola il "Trattato di psicologia junghiana" di Carl Alfred Meier. Esso tratta del sogno, e, in modo specifico, della sua interpretazione; interpretazione che viene affrontata dall'Autore con spirito scientifico e rigoroso, per cui se ne deduce che, nonostante la diffusione e la divulgazione quasi banale di tale tecnica "divinatoria", essa rimane tuttora procedimento molto serio, strumento indispensabile e prezioso per ogni coscienzioso, psicoterapeuta. Grande rilievo assumono altresì nel testo le varie teorie sul sogno, i moderni esperimenti sul sogno e sul sonno, il sogno così come concepito da Freud e dallo stesso Jung. In particolare, con riferimento all'opera del "padre della psicanalisi" dedicata allo stesso argomento ("L'interpretazione dei sogni"), emergono molte analogie, ma anche differenze sostanziali, soprattutto circa la tecnica interpretativa. Grande importanza viene inoltre attribuita ai sogni "telepatici" e "profetici", cosa che indirettamente conferma la validità della Parapsicologia. Conclude il volume tutta una serie di sogni, di uno stesso paziente, magistralmente interpretati e analizzati.
Carl Alfred Meier ha rappresentato, dopo Jung, il più grande cultore della Psicologia complessa. Nato nel 1905, già direttore dell'Istituto Jung di Zurigo, è stato autore di molti saggi, nonché del noto volume Antica incubazione e moderna psicoterapia apparso nella nostra collana Biblioteca di psicologia moderna con il titolo Il sogno come terapia. Nel 1949 ha ottenuto la cattedra onoraria di Professore di Psicologia all'Istituto Federale di tecnologia. In seguito ha co-fondato il Centro clinico e di ricerca per la Psicologia Junghiana. Ci ha lasciato nel 1995 all'età di 90 anni.