Come essere indipendenti dalla civiltà della nevrosi che ci opprime? Sfuggendo all'oppressione dello spazio, dove tutto è diviso e spadroneggia la volontà del più forte, per raggiungere la dimensione della libertà, cioè del tempo consacrato, in cui ogni ora è unica, la sola concessa in quel momento, esclusiva e infinitamente preziosa. Il tempo è infatti la presenza di Dio nello spazio, ed è nel tempo che noi possiamo avvertire l'unità di tutti gli esseri. «La sorgente del tempo », scrive Heschel, «è l'eternità, il segreto dell'essere è l'eterno che è nel tempo».
Il Sabato, cioè il giorno di festa, è fatto per celebrare il tempo. Per sei giorni alla settimana noi viviamo sotto la tirannia delle cose dello spazio; il Sabato ci mette in sintonia con la santità del tempo. Per sei giorni alla settimana lottiamo con il mondo, spremendo profitto dalla terra; nel settimo giorno ci interessiamo con cura speciale dei semi di eternità piantati nella nostra anima.
Il Sabato è un giorno di armonia e di pace, che illumina anche gli altri giorni della settimana. È comunione dell'universo con Dio. «Il Sabato», spiega Heschel, «è il contrappunto del nostro vivere, è la melodia continua attraverso tutte le agitazioni e vicissitudini che incombono sulla nostra coscienza; è la consapevolezza che Dio è presente nel mondo ».
Celebrare il Sabato significa curare il proprio io dalle ferite che riceve nella vita quotidiana, riannodare i fili della quiete, dissipare le illusioni e i miraggi per ritrovare la realtà.
Con quest'opera, che è religiosa, filosofica e letteraria nello stesso tempo, Abraham Joshua Heschel ci offre una meditazione preziosa sul giorno di festa e sul suo profondo significato, che noi moderni dimentichiamo spesso.
Abraham Joshua Heschel nacque da famiglia di capi chassidim nel 1907 a Varsavia. Si laureò nel 1933 a Berlino e in seguito successe a Martin Buber alla cattedra di Francoforte quando incominciarono le persecuzioni; dovette poi emigrare a Londra e negli Stati Uniti, dove insegnò a Cincinnati. Dal 1945 è professore di etica e di mistica ebraica al seminario ebraico di Nuova York. È autore di varie opere di filosofia e di teologia, tra cui le principali sono:
The Sabbath: Its Meaning lor Modern Man, Nuova York 1951.
Man Is Not Alone, Nuova York 1951 (trad. it. L'uomo non è solo, Rusconi, Milano 1970).
Man's Quest lor God: Studies in Prayer and Symbolism, Nuova York 1954.
God in Search of Man, Nuova York 1955 (trad. it. Dio alla ricerca dell'uomo, Borla, Torino 1969).
The Earth is the Lord's: The Inner World of the Jew in East Europe, Nuova York 1962.
The Prophets, Nuova York 1962.
The Theology of Ancient Judaism, Londra e Nuova York; vol. I, 1962; vol. II, 1965.
Who is Man?, Stanford 1965 (trad. it. Chi è l'uomo?, Rusconi, Milano 1971).
The Insecurity of Freedom, Nuova York 1966.
Israel, an Echo of Eternity, Nuova York 1971.
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Come essere indipendenti dalla civiltà della nevrosi che ci opprime? Sfuggendo all'oppressione dello spazio, dove tutto è diviso e spadroneggia la volontà del più forte, per raggiungere la dimensione della libertà, cioè del tempo consacrato, in cui ogni ora è unica, la sola concessa in quel momento, esclusiva e infinitamente preziosa. Il tempo è infatti la presenza di Dio nello spazio, ed è nel tempo che noi possiamo avvertire l'unità di tutti gli esseri. «La sorgente del tempo », scrive Heschel, «è l'eternità, il segreto dell'essere è l'eterno che è nel tempo».
Il Sabato, cioè il giorno di festa, è fatto per celebrare il tempo. Per sei giorni alla settimana noi viviamo sotto la tirannia delle cose dello spazio; il Sabato ci mette in sintonia co
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Rusconi
- Autore
- Heschel Abraham Joshua
- ISBN
- 5963