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Il Più Antico Testo Poetico del Giappone: il Kaifūsō

Il Più Antico Testo Poetico del Giappone: il Kaifūsō

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Dalle parole pronunciate tanto tempo fa dagli antichi saggi e dagli scritti compilati anticamente apprendiamo che nell'era in cui il discendente della divinità del sole discese sul Sonomine, nel periodo in cui il mondo intero fu creato e la nazione fondata a Kashiwara, la scrittura non era ancora apparsa. Dopo che l'imperatrice Jingō ebbe conquistato i regni coreani e l'imperatore Hontei fu asceso al trono, gli uomini di Kudara giunsero a corte e nelle stalle spiegarono gli scritti del drago, mentre gli inviati di Koma presentarono all'imperatore dei memoriali scritti su ali di corvo. Dopo che Wani ebbe per primo dissipato le tenebre da Karushima e Shinni diffuso la dottrina a Osada, la gente comune venne quindi spinta verso le usanze di Shu e Si e verso il sapere di Qi

Descrizione

Dalle parole pronunciate tanto tempo fa dagli antichi saggi e dagli scritti compilati anticamente apprendiamo che nell'era in cui il discendente della divinità del sole discese sul Sonomine, nel periodo in cui il mondo intero fu creato e la nazione fondata a Kashiwara, la scrittura non era ancora apparsa. Dopo che l'imperatrice Jingō ebbe conquistato i regni coreani e l'imperatore Hontei fu asceso al trono, gli uomini di Kudara giunsero a corte e nelle stalle spiegarono gli scritti del drago, mentre gli inviati di Koma presentarono all'imperatore dei memoriali scritti su ali di corvo. Dopo che Wani ebbe per primo dissipato le tenebre da Karushima e Shinni diffuso la dottrina a Osada, la gente comune venne quindi spinta verso le usanze di Shu e Si e verso il sapere di Qi e Lu.
Al tempo di Shōtoku Taishi furono stabiliti i ranghi e suddivise le cariche governative. Fu allora che, per la prima volta, si istituì il cerimoniale e gli uomini, dedicandosi esclusivamente alla dottrina di Shaka, non ebbero più tempo per le composizioni letterarie.
Quando Ōmi ricevette il mandato celeste ampliò le funzioni imperiali e illustrò i suoi progetti. La sua Via si estendeva su tutto il creato e i risultati da lui raggiunti illuminarono l'universo. In breve giunse alla conclusione che nel dare ordine alle abitudini e nell'educare la gente nulla fosse più adatto della letteratura, e che per un conforto morale e una illuminazione personale niente valesse più dello studio. Fondò quindi delle scuole dove invitò i migliori talenti, stabilì le cinque cerimonie e mise in pratica le leggi. Fin dai tempi più remoti non c'era mai stato nessuno che come lui avesse diffuso su ampia scala la costituzione e le norme, e grazie a lui gli edifici del paese intero splendettero e il regno tutto prosperò.
Per il suo Non Agire l'imperatore disponeva di molto tempo libero a corte.
Spesso invitava uomini di lettere e di tanto in tanto teneva banchetti nel corso dei quali componeva poesie, mentre sudditi saggi presentavano versi celebrativi. Furono composti oltre cento volumi dallo stile elegante e dalla bella scrittura, ma al tempo dei disordini furono ridotti in cenere. Al pensiero di una simile perdita mi piange il cuore e sono addolorato oltre ogni dire.
In seguito apparvero molti poeti. Il principe Drago Sommerso fece librare il pennello del vento tra nuvole e gru e l'imperatore Fenice in Volo fece aleggiare la barca lunare sulle acque avvolte dalla nebbia. Il Consigliere di Mezzo Ōmiwa si rattristò per la sua canizie e il Primo Ministro Fujiwara cantò la creazione del cielo e della terra. Le loro poesie diedero lustro a quelle ere passate e ne trasmisero la fama alle generazioni successive.
Come ufficiale di basso rango dispongo di molto tempo libero. Diletto il mio spirito nei giardini letterari, studio le testimonianze lasciate dagli uomini di un tempo e rifletto sul loro lontano piacere per la luna e il vento. Di loro poco o nulla si sa, ma ho qui con me tutte le loro opere. Quando sfioro i titoli fragranti delle loro composizioni penso a quei tempi ormai distanti, e senza che me ne renda conto le lacrime scendono a fiotti. Rattristato all'idea che la loro fama potesse svanire nel nulla, inerpicandomi tra raccolte variopinte sono andato alla ricerca delle loro poesie in zone remote, radunando i libri scampati alle tarme delle mura di Lu e mettendo insieme le opere scampate all'incendio di Shi Huangdi.
In un rotolo ho ordinato centoventi poesie che vanno dall'antica corte di Ōmi fino a quella di Heitō, riportando altresì il nome e la carica dei sessanta quattro autori. Ho selezionato questi versi affinché non si perdano le testimonianze degli antichi maestri, e per tale ragione li ho riuniti sotto il titolo di Raccolta in onore di antichi poeti.

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