Il difficile cammino di elaborazione del lutto come esperienza concreta, quotidiana, fatta di assenze che continuano a interrogare chi resta, è al centro di queste pagine che esplorano il bisogno profondamente umano di dare voce a ciò che la perdita lascia sospeso: rimpianti, gratitudine, domande, amore. Partendo dal progetto dei “telefoni del vento”, esperienza nata in Giappone e che prevede la trasformazione di apparecchi non collegati alla rete in luoghi simbolici in cui è possibile “parlare” con chi non c'è più, il libro indaga il valore di questi “pellegrinaggi laici”, costruendo un confronto multidisciplinare per analizzare il fenomeno da diverse prospettive. Le testimonianze raccolte a Capannoli, in Toscana – sede di una delle cabine più frequentate in Italia –, lasciano trapelare dal racconto di un dolore privato una domanda collettiva di senso. Alla luce di ciò, l'opera interroga il lettore sul significato profondo di questo rito contemporaneo: si tratta di uno strumento terapeutico per “sbloccare” emozioni sommerse, di un esercizio di memoria affettiva o di una pratica che comporta il rischio di ritardare l'elaborazione della separazione?
Riccardo Maccioni, giornalista e scrittore, è nato a Torino ma vive a Milano. Dopo aver guidato la redazione giornalistica del circuito radiofonico InBlu (oggi InBlu2000), è stato per oltre vent'anni caporedattore del quotidiano Avvenire. Autore di saggi e inchieste, coniuga approfondimento giornalistico e sensibilità narrativa sui temi della fede e dell'attualità, con particolare attenzione a famiglia, fragilità e disabilità. Nel 2025 un suo testo sul rispetto è stato usato come traccia per la prima prova dell'Esame di Stato. Tra le sue recenti pubblicazioni ricordiamo Dalla strada arriva profumo di pane (Ares, 2020) e 50 domande sulla fede che non hai mai osato fare (Effatà, 2023)