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Il Pantheon di Agrippa


€ 25,00
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introduzione dell'autore.
pp. VIII-110, nn. ill. a colori e b/n, Roma
data stampa: 2015
codice isbn: 978886687083

A partire dalla fine del XIX secolo, quando George Chédanne stabilì senza alcuna ombra di dubbio che il Pantheon fosse databile in base alle murature e ai bolli di mattone ad età adrianea (malgrado si reputi ormai che i lavori siano iniziati durante il principato di Traiano), si è aperta una polemica, talora assai aspra, sull’impianto e sull’orientamento del primitivo Pantheon, realizzato nel 27 o nel 25 a.C. I sondaggi eseguiti nel 1996/97 davanti alla facciata del Pantheon hanno condotto alla definitiva conclusione che l’edificio di età augustea fosse rivolto a nord e che avesse una facciata di misura simile a quella dell’edificio adrianeo. A questo punto, si può meglio impostare il discorso sul rapporto tra il Pantheon, il mausoleo di Augusto, l’obelisco/meridiana che il principe fece erigere nel 10 a.C. nel Campo Marzio settentrionale dedicandolo al Sol, e l’ara Pacis. È verosimile che i quattro monumenti siano partecipi di un medesimo programma teso a prefigurare la futura divinizzazione di Augusto. Per tale motivo, la sede che avrebbe accolto le sue spoglie mortali e il tempio dove sarebbe stato venerato come divus insieme con i principali dei dell’Olimpo e con mortali divinizzati in virtù delle loro azioni (Romolo/Quirino; Giulio Cesare) erano stati collocati lungo il medesimo asse. L’obelisco e l’ara Pacis, a loro volta, erano stati eretti con un orientamento coerente con il Pantheon e con le date del 21 aprile, fondazione di Roma, e del 23 settembre, nascita di Augusto. L’effetto più suggestivo era percepibile nel Pantheon (sia nell’edificio adrianeo, sia in quello augusteo) dove, a mezzogiorno del 21 aprile, i raggi solari, penetrando dall’oculus centrale, colpivano l’ingresso come un riflettore di scena. Il messaggio era chiaro: Augusto era il nuovo Romolo, rifondatore della città nel segno di una pacificazione universale, dopo decenni di guerre civili. La struttura del Pantheon è stata talvolta posta in relazione con il Tychaion di Alessandria che (come informa un testo attribuito in antico a Libanio, ma opera di un autore anonimo denominato Pseudo-Libanio) aveva nel suo interno statue dei dodici dei e statue di sovrani, probabilmente dei re tolemaici. Si è di recente ritenuto che la descrizione dello Pseudo-Libanio si riferisse non a un edificio alessandrino, bensì a un edificio di Antiochia. L’intero argomento è stato riesaminato in appendice per fugare ogni dubbio circa la pertinenza della descrizione al tempio di Alessandria. È stata comunque l’occasione per un riesame di alcuni complessi problemi topografici della capitale siriana.

Eugenio La Rocca è socio ordinario dell’Accademia dei Lincei. In qualità di Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma (1992-2008), ha promosso numerosi interventi di restauro di monumenti antichi, e coordinato il nuovo allestimento di musei archeologici: i Musei Capitolini nella Centrale Montemartini; il padiglione progettato da Carlo Aymonino nel Giardino Romano del Palazzo dei Conservatori; il nuovo Museo dell’Ara Pacis, progettato da Richard Meier; il Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano. Attualmente insegna Archeologia Classica nell’Università di Roma “La Sapienza”. Ha diretto per molti anni la missione di scavo dei Fori Imperiali, e in seguito la missione di scavo nelle fondazioni del Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma. Durante la sua lunga carriera scientifica ha scritto monografie e articoli sulla cultura figurativa di età greca e romana, sui rapporti tra arte ed ideologia politica, sulla topografia e sui monumenti di città ellenistiche e principalmente di Roma, sul tema del paesaggio nell’antichità. Ricordiamo: La riva a mezzaluna. Culti, agoni, monumenti funerari presso il Tevere nel Campo Marzio occidentale, Roma 1984; Amazzonomachia. Le sculture frontonali del tempio di Apollo Sosiano, Roma 1985; Lo spazio negato. La pittura di paesaggio nella cultura artistica greca e romana, Milano 2008. Ha ideato e coordinato alcune importanti mostre a Roma ed all’estero: Kaisersaal, Köln, Römisch-Germanisches Museum, 1986; Aurea Roma. Dalla città pagana alla città cristiana, Roma, Palazzo delle Esposizioni, 2000; Trionfi romani, Roma, Colosseo, 2008; Roma. La pittura di un impero, Roma, Scuderie del Quirinale, 2009; I giorni di Roma, L’età della conquista, Roma, Musei Capitolini, 2010; I giorni di Roma. I ritratti. Le tante facce del potere, Roma, Musei Capitolini, 2011; I giorni di Roma. L’età dell’equilibrio, Roma, Musei Capitolini, 2012; Augusto, Roma, Scuderie del Quirinale e Parigi, Grand Palais, 2013-2014; I giorni di Roma. L’età dell’angoscia, Roma, Musei Capitolini, 2015.

Indice:

INTRODUZIONE
PARTE I
IL PANTHEON DI AGRIPPA
1. Il Pantheon secondo Cassio Dione
2. Le tracce fisiche del Pantheon di Agrippa
3. Risultato degli scavi del 1996/1997 e loro interpretazione
4. Ipotesi moderne sull’orientamento e sui rapporti tra Pantheon di Agrippa e Pantheon di Adriano
5. Possibili precedenti e sistema costruttivo del Pantheon di Agrippa
6. L’edificio ellittico di Chester
7. Simbolismo del Pantheon augusteo, sue ricadute sul Pantheon adrianeo, e l’ascensio ad astra di Romolo
8. Il Pantheon di Agrippa: greco o romano?
9. Il Pantheon come luogo di consecratio e del culto imperiale
10. Relazioni con il mausoleo di Augusto
PARTE II
IL TYCHAION DESCRITTO DALLO PSEUDO-LIBANIO
1. Il Tychaion di Alessandria
2. Il Tychaion di Antiochia (con alcune note sulla topografia della città)
3. Dal Tychaion di Alessandria al Pantheon di Roma
BIBLIOGRAFIA

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