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Come Vestivano i Greci

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Rusconi
€ 24,00
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prefazione e introduzione dell'autore, traduzione dal tedesco di Maria Teresa Cattaneo.
pp. 148, 76 tavv. b/n f.t., Milano
data stampa: 1992
codice isbn: 978881888036

Le fogge di abbigliamento degli antichi Greci sono variamente testimoniate dall'arte figurativa classica, nella statuaria come nelle pitture vascolari, oltre che dai reperti archeologici e dalla tradizione letteraria. Tuttavia, come suggerisce l'autrice di questo volume, le testimonianze figurative in particolare vanno passate al vaglio della critica, la quale vuole che ci domandiamo ad esempio quando gli artisti si mossero secondo un criterio realistico e quando invece intesero fissare idealmente fogge e modelli e lo stesso modo di indossare i vestiti.
Parlare realisticamente di abbigliamento significa domandarsi come fossero confezionati i vari capi e con quali tessuti, come questi venissero prodotti e da chi e con quali materiali, e dove queste materie prime fossero ricercate e come venissero trattate per poter essere filate e poi tessute in diverse combinazioni di ordito e trama. Si schiude un mondo di lavoro, quasi esclusivamente femminile, di filatura, tessitura e confezione casalinga con i rispettivi attrezzi e metodi, di cura e conservazione dei tessuti e dei vestiti, e anche un «tessuto» di attività artigianale specializzata, soprattutto nella tintura, talvolta «cooperativistica» per far fronte ai costi. E si apre anche il disinibito palcoscenico di Aristofane (V secolo a.c.): Lisistrata che spiega al Commissario tutto il procedimento di creazione di una calda tunica di lana, a partire dalla lavorazione del vello, poiché così, dice, dovrebbe essere governata Atene; e il goffo Parente di Euripide che è costretto a sciorinare capo per capo e per nome l'abbigliamento intimo che avrebbe dovuto farlo credere donna in mezzo a un pubblico femminile radunato in assemblea.
Questo lavoro per così dire archeologico si completa nello studio dei diversi aspetti dell'abbigliamento nel mondo greco classico: il significato sociale delle diverse fogge e modelli come segni distintivi di professioni o come status symbol; la legislazione che ne regolava l'uso nelle celebrazioni pubbliche, nel lutto, nel culto; il valore di stoffe e vestiti come beni d'investimento.
Infine, esisteva nella Grecia antica la moda in senso moderno, come rapido e «irrazionale» mutamento dell'abbigliamento, come fenomeno gestito esteticamente e commercialmente da singoli «creatori di moda »? Le ricerche non lo escludono, soprattutto per quanto riguarda i colori dei tessuti, molto vari e sgargianti, a contraddire l'impressione diffusa, in particolare dalla statuaria, che i Greci vestissero tutti invariabilmente in bianco.
L'autrice, guida il lettore attraverso questo ampio paesaggio sulla scorta di testimonianze antiche rigorosamente documentate e traendo frutto dai risultati della ricerca più recente.

Anastasia Pekridou-Gorecki, nata nel 1954, lavora come bibliotecaria presso l'Istituto Archeologico dell'Università di Francoforte. Si occupa, di raccolte archeologiche e di testimonianze letterarie per quanto riguarda il vestiario nell'antica Grecia.

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