I più antichi filosofi ci sono tramandati come legislatori, uomini di Stato, artisti, scienziati, depositari di un sapere universale, anche se il loro sapere non era ancor spoglio da residui mitici sì che Aristotele potè designarli con il nome di theológoi; una sapienza più umana, più aderente allo studio della natura, caratterizzò i filosofi della Ionia, che successero ai primi e furono comunemente denominati physikoí o physiológoi. Ai Physikoí si riannodano i filosofi della Magna Grecia, di quella scuola italica che nacque in un ambiente ancora meno soggetto alla tradizione e più libero di quello ionico. Infatti, anche se con Pitagora si manifesta nella filosofia una nuova esigenza, mirante a soddisfare i bisogni religiosi e morali, nella concezione del mondo inteso come armonia suprema di rapporti matematici si rafforza l'impronta speculativa e scientifica non limitata al solo campo teorico, ma tradotta anche in azione pratica. Così nel VI secolo potè sorgere il genio di Alcmeone, approfonditore di problemi ontologici, e in pari tempo, indagatore della natura e padre dell'anatomia; più tardi, nel IV secolo, potette riannodarsi a Pitagora Archita di Taranto, stratega e statista, fondatore della meccanica ed espositore di severi precetti etici se è esatta l'interpretazione di un passo di Cicerone. Parimenti, nelle scuole eleatiche il razionalismo si unisce alle indagini astronomiche, mediche e fisiologiche e tanto nel pitagorismo, quanto nell'eleatismo assume posto dominante la matematica, quella scienza che fu, più di un secolo fa, da Karl Friederich Gauss indicata come regina delle scienze e che oggi non può essere considerata estranea a nessuna di esse. In questo, si concreta l'universalità della filosofia della Magna Grecia, forse anche vivificata da un antichissimo sostrato italico di credenze aritmologiche.
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I più antichi filosofi ci sono tramandati come legislatori, uomini di Stato, artisti, scienziati, depositari di un sapere universale, anche se il loro sapere non era ancor spoglio da residui mitici sì che Aristotele potè designarli con il nome di theológoi; una sapienza più umana, più aderente allo studio della natura, caratterizzò i filosofi della Ionia, che successero ai primi e furono comunemente denominati physikoí o physiológoi. Ai Physikoí si riannodano i filosofi della Magna Grecia, di quella scuola italica che nacque in un ambiente ancora meno soggetto alla tradizione e più libero di quello ionico. Infatti, anche se con Pitagora si manifesta nella filosofia una nuova esigenza, mirante a soddisfare i bisogni religiosi e mor
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- 1 Libro
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- 6313