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Leggenda di Roma (La) - Volume II

Dal ratto delle donne al regno di Romolo e Tito Tazio

€ 30,00
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a cura di Andrea Carandini, traduzioni di Lorenzo Argentieri, morfologia e commento di Paolo Carafa
pp. LIV-357, ill. a colori e b/n f. t., Milano
data stampa: 2010
codice isbn: 978880459429

Un'avventura unica nel mondo antico, e più tardi in quello medievale e moderno: questa è stata Roma. Attorno alle sue origini i popoli che l'hanno costruita, subita, accettata e disprezzata hanno creato una complessa, affascinante leggenda: che i quattro volumi lanciati dalla Fondazione Valla intendono ricostruire su basi nuove. È qui, infatti, presentata una grande raccolta di fonti annalistiche, antiquarie e poetiche, divise per «mitemi» o unità mitiche fondamentali, e analizzate comparativamente alla ricerca dei «motivi canonici» fissati dalla tradizione e di una stratigrafia del mito confrontata con gli scavi archeologici.

In questo volume, la vicenda è quella del primo accrescimento della città. Racconta Livio che, poco dopo la fondazione, Roma era già così forte da eguagliare ogni popolazione confinante, ma «per la scarsità di donne la grandezza sarebbe durata solo una generazione». Allora Romolo architettò un inganno straordinario: predispose dei giochi grandiosi in onore di Nettuno Equestre, ordinando che se ne desse notizia fra i vicini. I quali, attratti soprattutto dalla curiosità di vedere la nuova città, accorsero in massa: fra di essi, con figli e mogli, i Sabini. Un tumulto sollevato ad arte durante lo spettacolo offrì il destro ai giovani romani di precipitarsi a rapire le donne degli ospiti. Mariti e parenti umiliati si radunarono sotto Tito Tazio per rispondere a Roma con le armi. È la prima delle guerre romane del successivo millennio. Ma è anche l'occasione per stabilire una pace su basi nuove, con una lungimirante politica di assimilazione. Gli storici narrano, infatti, che Romolo e i Romani si diedero a blandire in primo luogo le donne, promettendo loro cittadinanza, beni e prole, e giustificando l'atto con la passione d'amore. Poi, mentre infuriava la battaglia fra Romani e Sabini, le donne stesse s'interposero fra i combattenti, la pace fu stabilita, e di due popoli «si fece un popolo solo». li secondo re di Roma, il «pacifico» Numa Pompilio, sarà di origine sabina.

Il secondo volume della fortunata Leggenda di Roma presenta tutta la documentazione storico-mitica di questi primordi e ne offre un'interpretazione originale: dal ratto delle donne alla prima espansione militare, dal tradimento di Tarpeia alla conquista del Campidoglio da parte del re sabino, alla battaglia nel Foro, alla pace che ne segue con la diarchia Romolo-Tito Tazio.

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