Il secondo dei tre libri di visioni di Ildegarda, Il Libro dei Meriti della Vita (Liber Vitae Meritorum), è uno studio sulle debolezze umane che ci separano da Dio. Scritto con una straordinaria chiarezza visiva, si configura come una delle opere più sottili e affascinanti mai scritte sul rapporto tra i peccati e le corrispondenti virtù. Opera avvincente, quasi un manuale di vita, che si concentra sui nostri difetti morali, apparentemente intrinseci alla coscienza umana, e sul ruolo del pentimento e delle virtù nel ristabilire la nostra unione con Dio.
Ildegarda di Bingen (Bermersheim vor der Hòhe, 1098-Bingen am Rhein, 1179) fu medica, naturalista, poetessa, musicista, esorcista, linguista, proclamata santa cattolica e nel 2012 Dottore della Chiesa Universale. Ebbe visioni fin da bambina, fu badessa e fondatrice di due monasteri, consigliera di papi e imperatori, predicatrice. Scrisse un’opera che «per quantità, vastità e varietà non ha paragoni con alcun’altra autrice del medioevo» (così nella proclamazione a dottore), e comprende due libri di visioni, due raccolte poetiche, due vite di santi, vari testi religiosi, una settantina di testi di musica sacra, un libro contenente una lingua artificiale da lei inventata. Gli scritti naturalistici, di cure e ricette sono raccolti in due tomi: una Physica e questo Cause e cure delle infermità.