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Filippo Strozzi

Filippo Strozzi

Ceschina
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Perchè - dopo il silenzio di quattro secoli, o poco più - si è voluta rimettere in luce la figura imponente di Filippo Strozzi?
La risposta non può essere che una sola: «lo Strozzi - pur con i suoi difetti, come gli uomini di tutti i tempi - si deve considerare un simbolo di italianità e di patriottismo».
Giovanni Battista Niccolini - patriota nel sangue anche lui, tenuto in molta stima dal Foscolo prima, e poi dal Carducci - scrisse una tragedia che porta il nome del fiorentino «Filippo Strozzi», elevando in sommo grado le virtù e il sacrificio di tanto uomo e di tanto nome.
La natura fu prodiga di beltà e di intelligenza con Filippo Strozzi. Fu letterato, tradusse dal latino e dal greco opere che fanno ancora testo. La fortuna gli profuse le ricchez

Descrizione

Perchè - dopo il silenzio di quattro secoli, o poco più - si è voluta rimettere in luce la figura imponente di Filippo Strozzi?
La risposta non può essere che una sola: «lo Strozzi - pur con i suoi difetti, come gli uomini di tutti i tempi - si deve considerare un simbolo di italianità e di patriottismo».
Giovanni Battista Niccolini - patriota nel sangue anche lui, tenuto in molta stima dal Foscolo prima, e poi dal Carducci - scrisse una tragedia che porta il nome del fiorentino «Filippo Strozzi», elevando in sommo grado le virtù e il sacrificio di tanto uomo e di tanto nome.
La natura fu prodiga di beltà e di intelligenza con Filippo Strozzi. Fu letterato, tradusse dal latino e dal greco opere che fanno ancora testo. La fortuna gli profuse le ricchezze, di cui si servì per atti di generosità verso coloro che furono colpiti da sventure e verso intere popolazioni - di Firenze, di Roma e di Napoli - durante alluvioni, guerre ed epidemie.
Dopo i fratelli Polo, il nome, risuonò nuovamente nel lontano Oriente ad opera dei componenti della famiglia degli Strozzi. Filippo ne affermò la grandezza - di persona o a mezzo dei suoi agenti in tutti i paesi d'Europa. Ovunque risuonava il nome di Firenze, stava a significare «Italia».
Eppure, lo Strozzi fu invidiato dal Guicciardini; perseguitato dal cardinale Cybo; molestato e tollerato dai Medici; malvisto dal Gonfaloniere Soderini; odiato dal fratellastro Alfonso; non sempre accetto nella considerazione dei concittadini, che pure protesse e salvò durante la carestia e la peste.
Purtuttavia, Filippo - presso papi, imperatori, re, principi e dogi - godeva fama di «Primo Cittadino d'Italia».
Egli fu il cuore pulsante del fuoruscitismo fiorentino, in tutte le regioni d'Italia. Andava incontro agli esuli, che convocava in adunanze, sopportandone i gravosi oneri, nella speranza di saperli uniti e decisi, unici mezzi a disposizione per salvare Firenze dalla schiavitù e dal giogo dei Medici. Le sue aspirazioni, però, restarono solo desideri. Da quelle discordie e da quelle incertezze, sorse più deciso e più forte il dominio e il governo del Duca Alessandro, che, pur essendogli parente per parte della moglie, lo odiò a morte, cui poi fu costretto dal successore Cosimino.
Filippo si immolò per la Patria, perchè l'amava con l'anima.

Dettagli del prodotto

Editore
Ceschina
Autore
Limongelli Luigi
ISBN
900000003851

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