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Il Comune dell'Aquila nel Declino del Medioevo

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Japadre
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premessa dell'autore.
pp. 276, nn. tavv. b/n f.t., L'Aquila
data stampa: 1979
codice isbn: 5942

Dalla premessa dell'autore:
"Questa monografia è nata dal duplice impulso dell'intelletto e del cuore. In primo luogo nel corso dei miei studi sulla monarchia degli Aragonesi di- Napoli, avendo notato come per ben tre volte, durante i sessanta anni del loro regno, la città dell'Aquila prese una posizione nettamente ostile contro di essi, come se fosse soggetta ad una specie di idiosincrasia nei loro confronti, ho dovuto alla fine cedere all'insistente esigenza di rendermene storicamente conto. Non solo, ma questo mio desiderio s'è acuito, quando, ormai anziano professore della Università di Napoli, m'è toccato in sorte di reggere per cinque anni (1966-71) quella dell'Aquila, da poco istituita, e in questa funzione, ho conosciuto la città di oggi, derivandone un senso d'indelebile simpatia per la nobiltà degli ideali umani e civili con cui essa vive e cammina; e questo studio del periodo di autentica originalità della sua storia vuole esserle di ammirata testimonianza.

In un primo momento la mia curiosità s'era rivolta all'Aquila del secolo XV, alle dimensioni dell'autonomia del suo reggimento comunale, allo scontro di esso con l'assolutismo più che latente nella politica aragonese. Ma non tardai ad accorgermi che i problemi che si affacciavano alla mia mente, imponevano a questa di risalire alle origini della città, la quale, a metà del Quattrocento, aveva dietro di sè un retroterra di due secoli di storia, ed anche l'occhio d'un superficiale osservatore avrebbe avvertito nel loro svolgersi la costante presenza di quella originaria linfa animatrice che fu la sua orgogliosa e gelosa passione dell'autogoverno. E così, risalendo ai primi palpiti della sua esistenza, mi si è svelato il volto dell'Aquila del Medioevo, il volto di un fiorente comune che, partendo da umili origini contadine, mostrava due secoli dopo, quel vigore economico e politico per cui aveva risalto nella costellazione delle non molte università demaniali del Mezzogiorno aragonese.

Sì, la città si affiancò al baronaggio conservatore nella resistenza alle tendenze accentratrici e livellatrici della corona dei Trastàmara d'Aragona, tendenze comuni alle forze politiche europee più avanzate, che si sentivano soffocate dalle strettoie del rigido feudalesimo. E fu un dramma, perché L'Aquila non cessava di sentirsi un corpo privilegiato entro le strutture democratiche che s'era data compatibilmente con la coscienza giuridica e politica del Medioevo; ma fu anche il dramma degli Aragonesi, impotenti a modificare una realtà refrattaria ad ogni sollecitazione di nuove esperienze; e il dramma fatalmente si concluse con l'aprirsi delle porte del Paese al conquistatore straniero.[...]"

Indice:

Premessa

Capitolo Primo
Lo sviluppo della autonomia comunale dalle origini alla conquista aragonese (secoli XIII-XV)
1. - L'insurrezione antiaragonese nel racconto di Camillo Porzio
2. - Alle origini della città
3. - Lo sviluppo della città e della sua autonomia

Capitolo Secondo
Lo scontro con l'assolutismo della dinastia dei Trastàmara d'Aragona
1. - La città, dopo lunga e tenace resistenza, si piega ad Alfonso d'Aragona
2. - Le relazioni de! Comune col nuovo Sovrano
3. - Ferrante I d'Aragona e L'Aquila: dalla prima ribellione alla prima conciliazione
4. - Nel successivo ventennio
5. - La missione di Antonio Cicinnello e i postumi di essa
6. - Lo splendore dell'Aquila quattrocentesca

Capitolo Terzo
L'insurrezione e la dedizione alla Chiesa
1. - La seconda missione di Antonio Cicinnello
2. - L'incontro tra Innocenzo VIII e il Comune aquilano nella lotta contro Ferrante I d'Aragona
3. - Il travaglio della città dell'Aquila nel corso della guerra dei baroni
4. - La reintegrazione dell'Aquila al Regno di Napoli per effetto della pace tra Innocenzo VIII e Ferrante d'Aragona
5· - Conclusione

Capitolo Quarto
L'Aquila, Carlo VIII e la conquista francese del Regno di Napoli
1. - Dalla restaurazione aragonese all'addensarsi sul Regno della minaccia francese
2. - La spedizione di Carlo VIII e il cedimento dell'indipendenza del Regno
3. - Il Comune sotto la sovranità di Carlo VIII
4. - L'Aquila tra Francesi e Aragonesi
5. - L'estrema resistenza e il collasso
6. - Il dileguarsi delle «libertates» aquilane sotto l'incalzare dell'assolutismo ispano-asburgico

Appendice documentaria
Indice dei luoghi
Indice dei nomi

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