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La scelta del testo di Pomponio Gaurico, tradotto per la prima volta in italiano, per inaugurare la nuova collana «Le arti sorelle» riflette, innanzi tutto, gli intenti culturali dei direttori ed anche il nome stesso della collana. Gli argomenti trattati da Gaurico, infatti, presentano una molteplicità di interessi secondo la corretta interpretazione, antica e rinascimentale, dei rapporti esistenti fra le diverse forme artistiche nel rispetto, per dirla con Vasari, della loro «fratellanza» e «unione». La decisione di pubblicare la traduzione italiana, con il testo latino a fronte ed un notevole apparato critico e bibliograflco, inoltre, fornisce agli studiosi un nuovo strumento di indagine e di approfondimento di un testo e di un personaggio, di grande complessità, mentre i saggi indagano i diversi aspetti, affrontati dall'A., non come capitoli separati ma, piuttosto, come momenti di una stessa ricerca nel tentativo di restituire integra la complessa personalità di un autore del nostro Rinascimento ancora non sufficientemente conosciuto e studiato, certo anche per mancanza di un'adeguata traduzione del suo testo. Anche la scelta dell'apparato iconografico, in tal senso, tenta di restituire quelle testimonianze del mondo figurativo che l'A. ben conosce ed al quale spesso fa riferimento.