Tre donne, tre mistiche, tre personalità profondamente diverse - Matilde di Magdeburgo, Ildegarda di Bingen, Giuliana di Norwich -. Nel panorama della letteratura femminile medievale tali singolari figure vanno ad inserirsi nel contesto delle grandi correnti della spiritualità religiosa, che animarono tale periodo, e di quel complesso culturale, che tentava di far confluire in una visione unitaria, o perlomeno in un unicum omogeneo, la tradizione neoplatonica, lo studio dei classici e l'interpretazione filosofica dei testi biblici.
Per meglio comprendere queste maȋtres à penser al femminile, dobbiamo osservare la durezza e la realtà di quell'ambiente storico, imposto da una selezione culturale tutta "maschile", laddove la vis profetica - che si libera incarnandosi nella parola scritta - diede loro la sicurezza intellettuale di fronteggiare le accanite resistenze umane e il coraggio di perseverare nella vocazione mistico-letteraria.
Nella comune aspirazione al Cielo, ognuna manifesta una diversa identità femminile: Ildegarda delinea l'aspetto femminile dell'Ecclesia e della Sinagoga; Matilde eleva la Vergine a uno status divino; Giuliana intuisce il lato materno di Dio.
Frances Beer analizza, inoltre, le opere di due mistici medievali che, attraverso i loro scritti, ci permettono di comprendere la cultura profondamente antifemminile di quei tempi.