La storia della punteggiatura è legata, più di quanto si supponga, alle prime esitanti composizioni e associazioni di termini, all'identificazione del finito-infinito, alle sorprendenti evoluzioni del nesso logico. Una storia già implicita nel linguaggio per il determinarsi di figure in uno spazio-limite, grazie alla «pausazione armonica» che si vale delle qualità e del tono delle parole, come dell'equilibrio dei membri in un «circuito» condizionata o condizionante altri circuiti. Λέσεις e subdistinctio stanno quindi a regolare il progresso del pensiero.
Già in atto prima di essere legalizzata, già indispensabile prima di diventare segno, la pausazione ha subito valore di remora o di concessione, pur restando la sua universalità relativa, in quanto in ogni lingua dialetto o gergo assume funzioni diverse: ora è legge ora arbitrio, ora chiude tutte le possibilità ora le apre, in un'attenuazione o intensificazione di sonorità che sanciscono i continui rivolgimenti del costrutto.
Dal modo di spaziare i concetti, di velare o sonorizzare le intenzioni, di denunciare i moti interni, si può giungere all'indiscutibile riconoscimento di un clan e al successivo isolamento dell'individuo. La distinzione, meglio d'ogni ritmo, puntualizza l'intonazione del .discorso, arrivando a scoprire perfino le contraffazioni e gli occasionali, abituali artifici.
La pausazione orale è di solito alogica in quanto l'improvvisazione più avveduta cede all'affettivo, alle risonanze di un accento tonico che, valorizzato, sottolinea il coraggio di un'iniziativa o la scorrettezza di una passione. Le battute risultano così collegate a consuetudini dialettali e familiari, a cadenze generiche che tendono a soggettivare, spesso proditoriamente, un patrimonio comune.
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La storia della punteggiatura è legata, più di quanto si supponga, alle prime esitanti composizioni e associazioni di termini, all'identificazione del finito-infinito, alle sorprendenti evoluzioni del nesso logico. Una storia già implicita nel linguaggio per il determinarsi di figure in uno spazio-limite, grazie alla «pausazione armonica» che si vale delle qualità e del tono delle parole, come dell'equilibrio dei membri in un «circuito» condizionata o condizionante altri circuiti. Λέσεις e subdistinctio stanno quindi a regolare il progresso del pensiero.
Già in atto prima di essere legalizzata, già indispensabile prima di diventare segno, la pausazione ha subito valore di remora o di concessione, pur restando la sua universalità relativa, in quanto in ogn
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edizioni Dell'Ateneo
- Autore
- Tognelli Iole
- ISBN
- 900000000680