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Segreti dei Gonzaga

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€ 15,00
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pp. 404, 18 ill. b/n f.t., Milano
data stampa: 1981
codice isbn: 7119

L'editore Mondadori ripubblica i Segreti dei Gonzaga di Maria Bellonci, che erano apparsi la prima volta nell'ormai lontano 1947. Provate a rileggervi certi romanzi di quel tempo e vedrete come essi aderiscano, per grandissima parte, a un gusto letterario e a una data. Per Maria Bellonci il discorso è diverso. Impossibile riportare il suo libro alla contingenza degli anni: se c'è un'aderenza, una fedeltà, da confermare o da scoprire, questa è tutta e solo con la ragion poetica del suo mondo di scrittrice ...
... Oggi come ieri i Segreti dei Gonzaga sono una lettura avvincente da portare avanti pagina per pagina: si potrebbe dire, con una formula facile, tutto d'un fiato, se il gusto dei passaggi, il taglio delle scene, il montaggio insomma non richiedessero un'attenzione speciale a quel tanto che nello stesso flusso della storia c'è di pindarico, come salto inespresso o come lacuna incolmabile: che è poi il dominio dove l'autrice si accampa col suo sentimento squisito dell'ipotesi relativa e tuttavia sempre suffragabile sul piano della scienza e della probabilità umana. Sicché la Bellonci mi fa pensare al restauratore di classe che, indicando in tratteggio le parti reintegrate di certe tavole deperite, mostra allo stesso tempo come esse siano necessarie al bilancio di tutta la figurazione.
I Segreti dei Gonzaga è dunque soprattutto un ritratto di Vincenzo, seguito dagli anni inquieti dell'adolescenza a quelli della piena autorità sovrana, al declino e alla rapida morte: visto, e direi amato, in tutto il groviglio dei suoi slanci generosi e delle sue ambizioni donchisciottesche, della sua provvidenza di governante e dei suoi sperperi, ardentissimo amatore e spirito profondamente religioso, violento e sopraffattore specie negli anni giovani, e cavalleresco difensore degli amici nelle più difficili contingenze. Vincenzo I era l'uomo che dopo ventisett'anni di matrimonio felice con Leonora de' Medici (ecco un altro splendido ritratto: quello della donna saggia e innamorata che cede per conservare e quasi si rende complice dei labili tradimenti del marito), vedovo da appena un mese, riunisce nella villa di Maderno le sue preferite compagnie di cantatrici per far festa con loro; ma « quello che nessuno sa - aggiunge la Bellonci - è che proprio a Maderno, Vincenzo ospita in una stanza appartata il suo confessore e che un'ora al giorno la passa con lui in conversazione e in letture spirituali ».
... La presente edizione si arricchisce in appendice di una trentina di lettere di Vincenzo scritte al tempo di una sua focosa passione giovanile, che ci fanno ricordare quelle del Bembo alla Savorgnan: se non che Vincenzo è più rozzo, più scoperto, ma anche più immediato. E dopo le lettere una prescrizione di gioielli gonzagheschi lasciataci dal tesoriere di corte, che è di per sé un documento prezioso per la storia del costume. (Luigi Baldacci)

Maria Bellonci, di famiglia piemontese (il nome di suo padre, Vittorio G. Villavecchia, è legato a importanti volumi di chimica e di merceologia), è nata a Roma, dove ha compiuto gli studi classici e ha sempre vissuto, a fianco del marito Goffredo Bellonci, scomparso nell'agosto del 1964. Nel 1939 ha pubblicato il suo primo, ormai celebre libro, Lucrezia Borgia, frutto di otto anni di studio e ricerche negli archivi italiani e Premio Viareggio di quell'anno; nel 1947 Segreti dei Gonzaga, entrambi tradotti in molti paesi; seguirono poi Pubblici segreti (1965), Come un racconto gli anni del Premio Strega (1970 e 1971), Tu vipera gentile, 1972. Presidente del Pen Club Italiano, collaboratrice del "Messaggero" e della RAI, nonché delle maggiori riviste italiane e straniere. Dal 1944, insieme col marito, ha fatto della propria casa un centro della vita letteraria italiana: in questo ambiente ha istituito, nel 1947, il Premio letterario Strega, del quale è tuttora l'animatrice.

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