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Fuoco al Corano in Nome di Allah

L'inquisizione islamica contro la stampa

Rubbettino
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pp. 106, Soveria Mannelli (CZ)
data stampa: 2011
codice isbn: 978884982966

La storia del libro nell’Islam, è storia della proibizione per secoli del libro stampato in arabo e turco, pena la morte. Iniziò col rogo a Istanbul nel 1538 del Corano stampato da due tipografi bresciani, cui venne mozzata la mano. La motivazione di quel divieto è cruciale: il dogma che vuole che il Corano non debba essere interpretato dai fedeli. Rifiuto dell’essenza della modernità. Da qui la voluta sterilità culturale che segnò il declino della civiltà islamica, che impedì che si formassero la cultura diffusa e quei “citoyens” che hanno invece innervato la forza espansiva dell’Occidente. Nella “non storia” del libro stampato nell’Islam è la traccia per comprendere la rivolta araba di oggi, deflagrata quando si è finalmente formata quella “massa critica” di cittadini sinora assente: i giovani formati sui libri e sulla loro critica.

Indice:

Prefazione


I - Il Corano dei Paganini a Istanbul: un'immane fatica bruciata


II - Il Firman contro la stampa e la grande occasione persa


III - La vera causa del divieto: il dogma del Corano increato


IV - Colonialismo e modernizzazione


V - Conseguenza del rifiuto dei libri: ONU, i paesi arabi sono incolti


Postfazione


Bibliografia

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