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La Tredicesima Tribù

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L'Impero dei Cazari e la sua Eredità

Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
€ 24,00
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introduzione di Bruno Segre, traduzione dall'inglese di Matilde Segre Ottino.
pp. 304, Milano
data stampa: 1980
codice isbn: 2450029

All'epoca in cui Carlo Magno si faceva incoronare in Occidente sacro imperatore cristiano, nell'estremità orientale dell'Europa andava consolidandosi uno stato ebraico, l'impero dei cazari.
Convertiti al giudaismo verso la metà dell'VIII secolo, questi cazari erano tuttavia una popolazione di ceppo turco. Il loro regno, esteso su territori che consentivano il controllo strategico delle grandi vie di comunicazione fra il Caucaso e il Volga, durò dal V al XII secolo, riuscendo a conseguire notevoli livelli di prosperità economica e a raggiungere - in equilibrio fra l'islam dei califfi e il cristianesimo dei bizantini - un elevato grado di civiltà.
Più tardi l'entità politica dei cazari, investita dalla marea conquistatrice di Gengis Khan, si dissolse, senza peraltro che essi subissero un genocidio.
Indagando negli enigmi del loro destino, Koestler non manca di buoni argomenti per sostenere che proprio la loro dispersione contribuì a originare le comunità ebraiche stanziate dalla fine del Medioevo nell'Europa orientale. Senza timore d'andare controcorrente, l'autore sviluppa quindi con puntigliosa coerenza la tesi secondo cui gli ebrei sui quali si esercitò con maggiore furia la persecuzione sterminatrice di Hitler discendevano non già dalle dodici tribù bibliche eredi di Giacobbe, bensì dai superstiti della «tredicesima tribù» proveniente dal Caucaso: cioè proprio da quella che, secondo i sostenitori del razzismo pseudoscientifico di quarant'anni fa, sarebbe stata la fonte della più autentica «razza ariana».
Ma allora, lo stesso termine « antisemitismo» non scadrebbe al livello di un grottesco non-senso? E la persecuzione razziale dei nazisti non andrebbe considerata - al di là della sua stessa gratuita atrocità - come un crudele paradosso storico; anzi, come la sinistra testimonianza di un malinteso colossale, alimentato ciecamente sia dai persecutori sia dalle loro vittime?

Arthur Koestler, nato a Budapest nel 1905, compì gli studi universitari a Vienna, dove la famiglia, ebrea, si era rifugiata per sfuggire alla persecuzione antisemita. Dal 1927 al 1930 fu corrispondente dal. Vicino Oriente e da Parigi per conto di giornali tedeschi. Trasferitosi a Berlino, nel 1931 si iscrisse al partito comunista, dal quale si dimise nel 1938 a seguito dell'avvio nell'Urss delle «purghe» staliniane. Corrispondente in Spagna durante la guerra civile, fu arrestato dai franchisti sotto l'accusa di spionaggio e salvato dalla condanna a morte grazie a un intervento inglese. Nel 1940 si stabilì in Inghilterra, dove si arruolò nell'esercito britannico. Inviato speciale in Palestina nel 1945 e nel 1948 per conto di vari quotidiani, ottenne la cittadinanza britannica nel 1948. Ha pubblicato una trentina di libri di narrativa e saggistica, per la massima parte tradotti in italiano.

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