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Estratto dal testo.
Roma-Tokyo
Roma-Tokyo
L'aeroporto si allontana con i suoi canali di luci gialle e azzurre, un cameriere abbottona lungo il corridoio le tendine delle cuccette. Spenta la lampada, brilla al finestrino uno stellato d'alta montagna, presto ci prende un sonno leggero. Quando ci si sveglia il sole è già alto nel deserto dell'Irak, questo primo saluto dell'Asia ha un triste volto di millenni inerti. Dune riarse si schiacciano su altre dune, in una desolazione che lenta trascorre e non muta orizzonte. Lo sguardo cerca invano un segno qualsiasi, crede di scorgere la traccia di una carovaniera e la perde fra solchi ondosi, ridesti e cancellati dai venti. Finalmente qualche grumo di un grigio stento è come un po' di muffa attorno a un termitàio umano, ma un altro mare di sabbia lo richiude, lo allontana.....