Quest’opera, la prima e forse la più complessa di Northrop Frye, affronta le “profezie” di William Blake partendo dal presupposto che i diversi aspetti della produzione blakiana siano inscindibili l’uno dall’altro e richiedano una trattazione rigorosamente sistematica per metterne in luce l’assoluta unitarietà. Non è dunque un caso che da questo studio su Blake il Frye sia passato a una teoria generale della critica, elaborata nella sua opera più nota Anatomy of Criticism.
Agghiacciante simmetria si articola in tre parti. Nella prima sono esaminate le idee filosofiche di Blake; nella seconda le sue opere principali, in rapporto anche con la tradizione letteraria, vista come mitologia traslata attraverso l’applicazione di moduli di derivazione junghiana (teoria degli archetipi) e di classificazioni per generi di stampo aristotelico, caratteristiche del metodo critico di Frye “utopico pianificatore della città letteraria”. La terza parte del volume, volta all’interpretazione delle profezie blakiane più complesse, Milton e Jerusalem, raccoglie i fili del discorso critico fin lì sviluppato sottolineando definitivamente l’integrità della “visione” di William Blake. Questo saggio sul grande visionario romantico inglese segna l’inizio di quel recupero del romance in tutte le sue componenti retoriche e mitologiche, cosmologiche e antropocentriche che, al di là delle polemiche sempre attuali, rappresenta il contributo più originale del Frye alla critica anglosassone contemporanea.