Stefan Zweig, magistrale inventore di biografie modello, fu accusato d'identificarsi ogni volta, passionalmente, col suo oggetto. Nei suoi libri non c'è velo né mistero, c'è serrata e febbricitante discussione. Leggere il suo Erasmo significa essere coinvolti, sentire l'irresistibile tentazione di rileggerlo.
Zweig ama il personaggio, eppure è lucido nei suoi confronti: lo mostra debole nel fisico e nei nervi, pusillanime, ma gigante nel lavoro intellettuale, amante delle comodità poiché è diritto dell'intellettuale l'essere circondato da agi. Il limite di Erasmo: illumina, non esaurisce i problemi. «Come il suo corpo è povero di sangue, così la sua energia creativa non ha la tenacia ultima, il furore dell'unilateralità». Gli ripugna il tumultus delle masse, eppure è uno dei padri della democrazia. Ma quella di Erasmo è la vera polemica: non tra forza e forza, bensì tra forze e idee. Suo antagonista naturale è Lutero, l'uomo d'azione: è un'avversione anche fisica. Aiace-Lutero contro Odisseo-Erasmo, scrisse Zwingli. Odioso è il fanatismo, «questo bastardo tra spirito e forza bruta», ma colpa ancora maggiore di Lutero è l'aver distrutto l'unità della cultura europea. Una grande occasione perduta: l'Europa, l'Occidente, parole ossessive nel rimpianto dell'umanista Zweig.
Erasmo finì con l'essere avversato da cattolici e protestanti, prefigurando l'età di Zweig, le guerre in cui all'atrocità antica della violenza si aggiunge una nuova atrocità, l'ideologo, che odia non tanto l'avversario d'ideologia opposta, quanto l'uomo libero dall'ideologia. Eppure, proprio «chi pensa con indipendenza, pensa insieme nel modo ... più profittevole per tutti gli altri ». Zweig amava le belle sentenze sonanti, e il saggio è una summa di frasi memorabili, da estrarne un libretto di «citazioni da Zweig».
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Stefan Zweig, magistrale inventore di biografie modello, fu accusato d'identificarsi ogni volta, passionalmente, col suo oggetto. Nei suoi libri non c'è velo né mistero, c'è serrata e febbricitante discussione. Leggere il suo Erasmo significa essere coinvolti, sentire l'irresistibile tentazione di rileggerlo.
Zweig ama il personaggio, eppure è lucido nei suoi confronti: lo mostra debole nel fisico e nei nervi, pusillanime, ma gigante nel lavoro intellettuale, amante delle comodità poiché è diritto dell'intellettuale l'essere circondato da agi. Il limite di Erasmo: illumina, non esaurisce i problemi. «Come il suo corpo è povero di sangue, così la sua energia creativa non ha la tenacia ultima, il furore dell'unilateralità».
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Rusconi
- Autore
- Zweig Stefan
- Info testo
- Traduzione di Lavinia Mazzocchetti
- Info libro
- pp.180; Pavia
- Anno stampa
- 1981
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 6808
- Condizione
- Usati